Il Tirreno

Empoli

Crescono i prestiti fatti dalle banche locali

di Marco Pagli
Crescono i prestiti fatti dalle banche locali

Nel circondario la situazione è migliore di quella nazionale: l’incremento è del 2% Ma l’accesso al credito resta a ostacoli, i depositi sono aumentati molto di più

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EMPOLI. Dal punto di vista bancario il circondario sta meglio di altri. I numeri, almeno, dicono che sta meglio rispetto alle medie nazionali. Ma meglio non vuol dire necessariamente bene. E infatti guardando ai dati sugli impieghi bancari forniti dalla Banca d’Italia salta sì all’occhio un aumento anche abbastanza marcato dei soldi in uscita dalle casse delle banche, ma allo stesso tempo la crescita degli impieghi è più lenta rispetto a quella dei depositi e inoltre diminuisce la propensione all’investimento degli istituti di credito. Insomma per dirla in soldoni, il problema dell’accesso al credito rimane e si fa più pesante anno dopo anno, anche se spiragli di speranza rimangono a differenza di altre aree dove sono diminuite le uscite di denaro dalle banche verso famiglie e imprese. Gli impieghi rappresentano l’insieme di operazioni con le quali le banche concedono risorse finanziarie e possono assumere svariate forme: l’apertura di credito in conto corrente, i mutui attivi, i crediti ipotecari, i prestiti personali, lo sconto bancario, il leasing finanziario e gli anticipi su fatture emesse. Ebbene nel 2012 questi strumenti hanno goduto di un’iniezione di liquidità maggiore rispetto all’anno precedente di oltre 92 milioni di euro. La crescita è stata del 2% in un contesto in cui gli importi complessivi nella zona viaggiano nell’ordine dei miliardi di euro: per la precisione 4 miliardi e 619 milioni nel 2011 e 4 miliardi e 711 milioni lo scorso anno. Oro colato se si considera che a livello nazionale i prestiti a residenti in Italia, sia privati che aziende, sono diminuiti dell’1,3%. Ma, come dicevamo, questa crescita è stata nettamente inferiore al +5,8% che nello stesso periodo hanno fatto registrare i depositi, cioè il flusso di denaro in entrata nelle casse degli istituti per mano di famiglie e imprese. Un aumento che in cifre è stato di oltre 114 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Alla luce di ciò, non è un caso che anche l’indice che esprime la propensione all’investimento degli istituti bancari sul territorio, e cioè il rapporto tra impieghi e depositi, stia facendo registrare negli ultimi anni una progressiva frenata. Se nel 2010 per ogni euro versato in banca ne venivano erogati 2,38, l’anno successivo il rapporto era di 1 a 2,33 e lo scorso le banche si sono fermate a 2,25 euro in uscita per ogni euro incassato. Basta aggiungere gli zeri del caso a queste cifre per capire quanto la crisi del credito si stia aggravando di anno in anno, pur in un contesto in cui i soldi continuano ad essere pompati fuori facendo registrare segni più in termini assoluti. E il principio di tutto, sia per i risparmiatori che incrementano i loro depositi sia per le banche che erogano con il freno a mano tirato, sembra essere la mancanza di fiducia in un sistema economico che anche a livello locale risente delle storture e delle difficoltà emerse ai piani superiori. Il dettaglio dei comuni mostra che l’aumento degli impieghi si è attestato con maggior forza a Castelfiorentino (+13,3%), quindi a Montaione (+3,1%) e a Vinci (+1,7%). Mentre negli altri si è fermato a percentuali che oscillano tra lo 0,4% e l’1,1%. Ad eccezione di Montespertoli (-6,8%), Capraia e Limite (4,5%) e Gambassi (-3,4%), che hanno visto diminuire gli investimenti da parte delle banche.

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