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E ora anche l’Irpef diventa più pesante
Comuni alle prese con i tagli della spending review: saranno costretti a ritoccare l’aliquota per chiudere i bilanci
EMPOLI. Non siamo in Messico, ma le nuvole ci sono eccome. Nuvole nere che si addensano sempre di più in queste settimane di avvicinamento all’approvazione dei bilanci di previsione per l’anno in corso. Negli undici comuni mancano all’appello oltre 5 milioni di euro, sforbiciati con la spending review. Ma non solo quelli, visto che in molti casi si devono sommare le somme mancanti dal gettito Imu ed entrate straordinarie di varia natura che c’erano l’anno scorso ma non quest’anno. In ogni caso, tutte le amministrazioni hanno dovuto fare i conti in questi mesi con razionalizzazioni, tagli e riduzioni delle spese. La verità, tuttavia, è che al netto di questi accorgimenti nella maggior parte dei casi ancora mancano fondi per poter chiudere in pareggio i conti. A questo punto la via maestra passa per il ritocco dell’aliquota comunale Irpef, data la convinzione quasi unanime di non voler ritoccare l’Imu.
«Se dobbiamo appesantire il carico fiscale – dicono in coro i primi cittadini della zona – almeno vogliamo garantire che contribuisca in misura maggiore chi ha di più e quindi partiamo dall’imposta sul reddito». E così accadrà nella maggior parte dei Comuni che le addizionali peseranno di più. Finora in cinque comuni veniva applicata l’aliquota minima dello 0,4%, accompagnata spesso da esenzione per i redditi bassi. Succedeva a Empoli, Gambassi e Montaione, così come a Castelfiorentino e Montelupo. Scenari probabilmente superati dalla nuova geografia dei tagli. Che imporrà revisioni anche drastiche da questo punto di vista. Si andrà con ogni probabilità verso i massimi consentiti a Fucecchio, dove si era fermi allo 0,55% (con esenzione sotto gli 11mila euro), e a Certaldo, dove invece l’aliquota 2012 era stata dello 0,6%.
In ogni caso sono in molti a paventare la possibilità di adeguarsi a quanto previsto finora solo a Capraia e Limite e a Montespertoli, dove è in vigore un sistema di scaglioni sulla base del reddito. Fuori da questa partita Cerreto, dove è già stato approvato il bilancio di previsione ed è stata mantenuta l’addizionale allo 0,6%, a scapito di un aumento dell’aliquota Imu sulle seconde case. E, per forza di cose, Vinci (dove manca oltre mezzo milione di euro), l’unico comune ad aver già fissato l’aliquota massima dello 0,8%. Ma andiamo con ordine. A Empoli, dove la spending review ha portato in dono un taglio di 1 milione e 300mila euro, l’assessore al bilancio Andrea Faraoni è orientato sull’ipotesi degli scaglioni. «Stiamo facendo di tutto per non ritoccarla – dice – ma se le riduzioni di spesa non basteranno preferirei introdurre una ulteriore proporzionalità. In questo caso spero, ma non ne sono sicuro, di poter mantenere la minima allo 0,4%”. Mentre Fucecchio, che tra tagli (470mila euro), mancato gettito Imu (300mila euro) ed entrate straordinarie non pervenute lamenta oltre un milione di risorse svanite, sembra orientato all’innalzamento alla massima. «E probabilmente non basterà – spiega il sindaco Claudio Toni – dovremmo sicuramente accelerare l’iter di recupero dell’evasione per quanto riguarda l’imposta municipale». A Certaldo, dove sono sfumati 650mila euro rispetto allo scorso anno, il sindaco Andrea Campinoti propone di attenuare gli effetti di un aumento che probabilmente si attesterà al massimo consentito con un fondo per i più svantaggiati. A Castelfiorentino mancano 730mila euro. A Montelupo, dove tra patto di stabilità (800mila euro) e spending review (400mila euro), manca più di un milione il sindaco Rossana Mori cercherà di ridurre gli effetti negativi. «Stiamo facendo delle proiezioni – dice – partiamo da un’aliquota allo 0,8% e poi vediamo quanto possiamo scendere per pareggiare i conti». A Montespertoli, invece, mancano 160mila euro, ma le aliquote rimangono ferme grazie ai risparmi degli ultimi anni. Mentre nei comuni più piccoli è probabile un ritocco tra lo 0,1% e lo 0,3%.
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