I livornesi che invasero Fucecchio
Furono costretti ad abbandonare la loro città dichiarata zona nera
FUCECCHIO. “Perché i livornesi sfollarono anche a Fucecchio?” Il nipote fa la domanda, dopo aver sentito l’ennesima storia sugli sfollati. E si vede che attende una risposta precisa. “Perché scelsero anche Fucecchio? Probabilmente, lo ritennero luogo abbastanza sicuro”. Arriva, subito dopo, un altro perché. “Perché i livornesi sfollarono?” “I tedeschi dichiararono la città zona nera. Il che comportò l’evacuazione totale e il divieto di transito. Il municipio fu trasferito, giocoforza, a Montenero. La data, che viene indicata per il grande esodo, è il 28 maggio 1943. Quel giorno iniziò il bombardamento a tappeto della città da parte degli aerei alleati. Il porto era molto importante e doveva essere distrutto. Con esso, la città”. “E la gente scappò”. “Una città intera. A Fucecchio, si racconta, ne arrivarono mille e cinquecento. Alcuni trovarono ospitalità da parenti. Altri s’arrangiarono. I più cercarono, e trovarono, lavoro. Ma ci fu anche chi visse di espedienti”. “Non ha un buon ricordo, Fucecchio, dei livornesi”. “Dicerie. Il fatto è che otto di loro morirono nei lager austriaci, per la spiata di un fucecchiese”. “E quando ci fu lo sfollamento, qui, che fine fecero?” “Il 21 luglio 1944, con la nascita del fronte dell’Arno, anche loro furono costretti a sfollare. Anche loro raggiunsero le campagne, entrarono nel Padule, fecero rifugi. Era gente che non aveva più nulla, se non la voglia di vivere”. “Quando rientrarono?” “Subito dopo la Liberazione, avvenuta da noi il 1° settembre. Ma non tutti tornarono a Livorno. Non poche famiglie decisero di rimanere”. (r.c.)
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