Il Tirreno

Empoli

Giocano senza idoneità scattano i controlli dell’Asl

Patto tra azienda ed enti di promozione per scovare chi non ha il certificato Grazie alle visite imposto lo stop a 19 persone con problemi cardiovascolari

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EMPOLI. Stop alle tragedie negli impianti sportivi. In attesa che a livello nazionale si lavori per rendere più chiaro il quadro normativo in materia di tutela sanitaria e prevenzione dei rischi, l’Asl 11 si allea con il Coni e con gli enti di promozione sportiva – Uisp in testa – per verificare se coloro che svolgono attività sportiva hanno ottenuto l’idoneità.

Come funziona. Il dottor Nicola Mochi responsabile della medicina dello sport dell’Asl 11 spiega come funziona il “piano”: «Vengono selezionate alcune “gare campione” per vigilare sulla condotta delle società sportive e per controllare che tutti gli atleti siano coperti da certificazione regolarmente rilasciata dagli ambulatori medici accreditati e dai centri di medicina dello sport dotati degli strumenti previsti dalla legge e in linea con i protocolli ufficiali, nei confronti dei quali svolgiamo costanti verifiche per valutare la qualità delle prestazioni erogate».

Il conto non torna. Tutto questo perché, numeri alla mano, c’è qualcosa che non quadra: «Purtroppo – prosegue il medico della Asl 11 – registriamo un numero di visite medico-sportive inferiore rispetto al numero di atleti che praticano sport a vari livelli sul nostro territorio».

Tanti stop. Nel 2012 sono state effettuate nell’Empolese Valdelsa e nel Valdarno Inferiore, circa 12.000 visite in seguito alle quali 19 atleti sono risultati non idonei, quasi tutti fermati per cause di natura cardiovascolare. «Si tratta di un dato in linea con la media regionale – spiega Mochi – ma è ancora alto il numero degli sportivi che non si sottopongono ai test d'idoneità».

Omertà pericolosa. C’è pure chi è reticente, restio ad ammettere certi sintomi clinici. «È fondamentale una piena collaborazione da parte degli atleti i quali non devono assolutamente tacere al medico fenomeni anamnestici e sintomatologie come dolori toracici, cardiopalmo o sincope, ovvero perdita di coscienza. Nei soggetti di età superiore ai 35 anni le patologie più frequenti sono l'ipertensione e la cardiopatia ischemica, mentre nei soggetti più giovani sono alcune cardiomiopatie. L'elettrocardiogramma è uno strumento di fondamentale importanza e consente di porre il sospetto per molte cardiopatie. Altro strumento importante è la prova da sforzo che deve essere monitorizzata, e per i soggetti oltre i 40 anni deve essere eseguita in modo massimale al cicloergometro o con il nastro trasportatore.

Occhio agli impianti. L’Asl vigila anche sugli impianti sportivi controllando che siano rispettati i requisiti richiesti a livello normativo e riconoscendo e sanzionando eventuali inadempienze: problemi nelle strutture e negli edifici, o la presenza sugli impianti di situazioni giudicate pericolose.

Bastone e carota. Di pari passo con l’attività ispettiva, l’Asl porta avanti anche una campagna di sensibilizzazione: «Siamo impegnati a promuovere la salute attraverso una cultura dello sport e dell'attività fisica che deve essere affiancata da una sana alimentazione, da un corretto stile di vita e da rigorose norme igieniche - spiega il dottor Mochi -. Si tratta di una capillare campagna di sensibilizzazione che coinvolge medici di famiglia, medici dello sport e operatori tecnici».

Le sanzioni. Soltanto nel comitato Uisp empolese sono circa 3500 i tesserati che praticano calcio agonistico. «Abbiamo svolto frequenti campagne di sensibilizzazione all'interno del nostro comitato - dice Roberto Cellai presidente della Lega Calcio -. E' sempre utile ricordare che i presidenti della società che utilizzano atleti che non si sono sottoposti ad accertamenti medici d'idoneità rischiano sanzioni economiche e amministrative».

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