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Disabile bloccato a casa, i vigili urbani multano l’auto

Disabile bloccato a casa, i vigili urbani multano l’auto

EMPOLI. Mi hanno fatto due multe nonostante la mia auto sia dotata degli strumenti per diversamente abili. E quando sono andato a chiedere spiegazioni all'ufficio del Comune mi sono sentito...

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EMPOLI. Mi hanno fatto due multe nonostante la mia auto sia dotata degli strumenti per diversamente abili. E quando sono andato a chiedere spiegazioni all'ufficio del Comune mi sono sentito rispondere che loro hanno "ordini dall'alto" e che se voglio possono presentare ricorso". Massimo Beligni vive con la compagna in via Piemonte a Empoli. Dove per due giorni alla settimana c'è il divieto di sosta per lo spazzamento della strada. "La segnaletica - puntualizza Massimo - non è accompagnata dal segnale di rimozione coatta e questo significa che per la legge l'auto con un contrassegno per invalidi ci potrebbe anche sostare. Tuttavia io non mi attacco a questi cavilli. E ogni volta che c'è lo spazzamento, mi organizzo e sposto l'auto. È successo però in due occasioni - a distanza di alcune settimane l'una dall'altra - non mi sentivo bene. Ho i certificati medici che testimoniano che al momento dello spazzamento non ero nelle condizioni di uscire per spostare l'auto».

Dopo il secondo verbale da cinquanta euro, Beligni si è recato all’ufficio della polizia municipale empolese, per esprimere le sue ragioni e chiedere la cancellazione della multa: «Il dipendente con cui aveva un atteggiamento infastidito. Gli ho spiegato la situazione e mi ha risposto: “presenti ricorso al giudice di pace”. Cosa che farò. Ma il problema è un altro. In certi casi – credo – ci vorrebbe un po’ di buonsenso. Sulla mia auto c’è installato il cerchiello al volante ed è ben visibile la carrozzina. Quando il vigile è arrivato lì una vicina gli ha anche detto di chi era l’auto e gli ha indicato la mia abitazione. Inoltre la prima volta il contrassegno per invalidi era ben visibile sul parabrezza, mentre forse nella seconda occasione era scivolato: ma era comunque evidente che si trattava dell’auto di un diversamente abile».

Massimo – che ricorrerà contro le multe – avrebbe voluto un atteggiamento diverso dei vigili, sia al momento della presunta infrazione, sia quando si è presentato in ufficio: «Avrebbero dovuto almeno ascoltarmi. In questo modo io dovrò fare tutta la trafila, perdere tempo e spendere soldi per i ricorsi, che molto probabilmente saranno acolti. Quando invece sarebbe bastato un po’ di buonsenso per chiudere prima la questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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