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Chiude l’ospedale Santa Verdiana di Castelfiorentino
Il direttore generale dell’Asl 11 Porfido: «Pericolo sismico nei padiglioni più nuovi: stop ai ricoveri». Forse restano gli ambulatori
I due blocchi più nuovi dell’ospedale di Castelfiorentino non hanno superato le verifiche sismiche effettuate dal personale interno – supportato da professionisti esterni – effettuate dall’Asl. Si tratta delle strutture – realizzate negli anni Settanta – che ospitano degenza e fisioterapia. La parte più vecchia invece, che ospita ambulatori e diagnostica, ha superato l’esame. Ora l’Asl 11 ha affidato un ulteriore studio a due esperti. Ma nel frattempo ha messo a punto un piano per svuotare il Santa Verdiana, trasferendo altrove pazienti e personale. Un’operazione che, a meno di clamorosi colpi di scena, entrerà nel vivo nel giro di un mese. «Il primo obiettivo – spiega il direttore generale Eugenio Porfido – è ridurre il carico e le attività della struttura. Poi vedremo quali saranno le disponibilità economiche della Regione: anche perché le nostre risorse sono tutte concentrate sul project financing dell’ospedale di Empoli. Ma la situazione è delicata. In qualunque caso, che si vada verso la realizzazione di un nuovo ospedale o si opti per un intervento strutturale su quello esistente, serviranno decine di milioni di euro e dai tre ai cinque anni di tempo tra progettazione, burocrazia e lavori». Sul giornale in edicola l’intervista completa al direttore generale dell’Asl, che illustra i prossimi passaggi.
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