Il presidio
Gino Preti pioniere delle tv locali
Dette vita a Tele Prato tra le prime a trasmettere in Toscana
FUCECCHIO. Sono pochi a ricordare che fu uno dei pionieri delle televisioni libere in Toscana. Con Tele Prato. Gino Preti aveva il giornalismo nel sangue, quel che ignorava il telefono, che voleva il giornalista-testimone dell'evento. Molti chilometri macinati, soprattutto a piedi. Senza orari. Il panino buttato giù quasi in maniera automatica, la testa altrove: alla notizia che doveva essere verificata, non una ma più volte. Un giornalismo andato avanti fino all'inizio degli anni Ottanta, quando la stampa era sempre a caldo. Che voleva dire scrivere a macchina, che poi ci pensavano i linotipisti a comporre le colonne di piombo, riga dopo riga. Ma prima ancora, radio e televisioni libere avevano posto fine al monopolio della Rai, esaltando le cronache locali. Avevano dato una scossa all'informazione e all'intrattenimento, facendo diventare gli utenti protagonisti di numerose trasmissioni. Chi non ricorda quelle riservate alle dediche tramite canzoni?
Gino Preti era su tutti e due i fronti. Instancabile. Peccato che sia scomparso troppo presto. Penso a tutto questo, trovandomi tra le mani i suoi "Racconti in Toscana", copertina e disegni di Paolo Preti. Raccolta pubblicata nel 1972, quarant'anni fa. Venti racconti che sono uno spaccato della vita di quel tempo, ispirati con ogni probabilità dalla cronaca d'ogni giorno. Un esempio: «Vita dura quella di Antonio L., come per tanti altri. Sull'Arno, con la draga, bisognava lavorar sodo e senza variazioni di un tema fisso. Rena e ghiaia, ghiaia e rena per i camion che facevano la spola con i cantieri di lavoro».
Riccardo Cardellicchio
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