Addio a Marzocchi il sindaco contadino che scriveva poesie
GAMBASSI TERME. Si è spento Argante Marzocchi, sindaco di Gambassi dal 1974 al 1992. La famiglia aveva espresso la volontà che non si tenesse alcuna commemorazione pubblica, coerentemente con la...
GAMBASSI TERME. Si è spento Argante Marzocchi, sindaco di Gambassi dal 1974 al 1992. La famiglia aveva espresso la volontà che non si tenesse alcuna commemorazione pubblica, coerentemente con la memoria di un sindaco che ha esercitato per tanti anni il proprio ruolo considerando la luce dei riflettori più che altro come un fastidio necessario, talvolta, a svolgere il suo lavoro al servizio dei cittadini. A cerimonia funebre avvenuta, il sindaco Federico Campatelli esprime il cordoglio personale e di tutta l’amministrazione e rivolge a Marzocchi un ultimo grazie.
«Argante - ricorda Campatelli - faceva parte di quella generazione nata negli anni della dittatura fascista, precipitata adolescente o poco più nella tragedia della guerra e che si era assunta subito dopo, giovanissima, la responsabilità di ricostruire, materialmente e moralmente il Paese, facendosi classe dirigente politica e amministrativa. Giovani spesso con la quinta elementare, in gran parte contadini e operai (Argante era mezzadro), che negli anni successivi alla fine della guerra hanno saputo interpretare con linguaggio semplice e immediato i bisogni delle loro comunità: la necessità materiale di ricostruzione delle città bombardate e di avanzamento economico e sociale delle persone, ma anche il bisogno di pace e democrazia di un popolo deciso a voltare per sempre pagina rispetto alla dittatura e alla guerra».
Argante Marzocchi è diventato sindaco di Gambassi nel 1974. «L’onestà, la passione e la sobrietà con cui ha svolto il suo incarico hanno saputo dare nel miglior modo possibile rappresentanza a una comunità che ha sempre anteposto i propri valori condivisi agli interessi parziali di una sua parte. Soprattutto poi Argante ha avuto cura per la sua gente, perché per fare il Sindaco serve prima di tutto amore per il proprio paese: lui ha testimoniato quest’amore attraverso l’impegno con cui per 18 anni della sua esistenza, con assoluto disinteresse personale, ha amministrato i concittadini. E dedicando a Gambassi tante di quelle poesie che Argante, Sindaco e contadino, ha scritto per quasi tutta la sua vita».
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