Il presidio
Aperti la domenica ma non quando la Coop
Confcommercio chiede un calendario alternato sull’ipotesi di due date al mese per lo shopping festivo
EMPOLI. Aperture domenicali diverse per i negozi e il centro commerciale Coop. Questa la posizione di Confcommercio dopo il confronto che si è tenuto in Comune con l’assessore alle attività produttive Arianna Poggi, la Cna e Confesercenti sulle aperture domenicali e sul naufragio dell’accordo che prevedeva 11 domeniche di shopping all’anno. L’assessore Poggi ha chiesto una base di 20 aperture (eccetto dicembre) per poter dare «maggiore chiarezza alle persone che vengono in centro - ha detto l’assessore - mentre ora c’è molta incertezza tra i commercianti che spesso non sanno quando e se aprire. Oppure decidono all’ultimo momento».
La Coop, dal canto suo, ha comunicato che anche il prossimo anno manterrà le due aperture mensili, la seconda e la quarta domenica al centro commerciale di S. Maria mentre una sarà l’apertura per il punto vendita di via Susini.
Confcommercio, invece, sente la necessità di un «calendario alternato tra negozi e Coop». «Ad un anno dalla liberalizzazione degli orari delle attività commerciali – afferma Stefano Bianucci, delegato di Confcommercio Firenze – l’unica certezza è che le persone sono disorientate tanto da non sapere più in quale domenica potranno trovare i loro negozi aperti». Per la Confcommercio tutti i benefici, che le aziende avrebbero dovuto avere grazie alla possibilità di non dover più sottostare alle limitazioni imposte negli orari, non ci sono stati. Anzi, in molti casi, i costi di gestione, «per non parlare poi del sacrificio personale», sono stati superiori agli incassi delle domeniche d’apertura. «Per questo - prosegue Bianucci - al tavolo convocato dall’assessore al commercio abbiamo proposto d’individuare e realizzare come accadeva prima della liberalizzazione il calendario ufficiale degli eventi organizzato dal Comune nel quale i negozi resteranno aperti».
«L’impegno di tutti dovrà essere quello di lavorare in modo organico - vanno avanti - per creare eventi o momenti di socializzazione nelle date individuate, per evitare di disperdere energie e risorse, riuscendo nello stesso momento ad evitare il caos che oggi regna sovrano».
«Credo - conclude Bianucci - che sia possibile riproporre il “patto fra gentiluomini”, ipotizzato un anno fa. L’esperienza maturata e alcune scelte in qualche modo già compiute, sono i presupposti che ci potranno permettere di trovare un accordo per riuscire ad armonizzare le date, ipotizzando in alcuni periodi aperture diverse fra la grande distribuzione e i negozi del centro storico. Sarebbe sciocco in questo momento mettersi in contrapposizione invece di lavorare con l’obiettivo di ottimizzare i risultati».
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