Meteo
Al via i lavori per rendere l’Arno sicuro
Il Circondario pubblica il bando della gara di appalto per realizzare le casse di espansione a Fibbiana
MONTELUPO. È ormai questione di giorni prima che venga pubblicato il bando per la gara d'appalto per la realizzazione delle casse d'espansione di Fibbiana. Ad annunciarlo è il direttore del Circondario dell’Empolese Valdelsa Alfiero Ciampolini. «Il progetto esecutivo – ha spiegato – è stato ultimato oltre un mese fa. Adesso resta da sperare che la gara vada bene, che si presentino aziende serie e solide, preferibilmente locali, e che i lavori possano prendere il via il prima possibile».
Le dimensioni dell'appalto, in termini economici, sono altamente significative: l'opera finalizzata a mettere in sicurezza l’Arno e a scongiurare la possibilità di devastanti alluvioni costerà in tutto nove milioni di euro. Il bacino artificiale che sarà realizzato nel territorio comunale di Montelupo Fiorentino, a ridosso dell'argine, è stato progettato in maniera tale da poter contenere, in caso di esondazione, fino a tre milioni e mezzo di metri cubi d'acqua.
Il cantiere, stando al nuovo programma dei lavori così come è stato confermato anche da una nota della Regione Toscana, dovrebbe essere aperto nella primavera prossima e l'opera dovrebbe essere portata a termine entro il giugno del 2015.
La Regione si è impegnata molto nel corso dell'ultimo anno per dare un impulso a opere come quella delle casse d'espansione di Fibbiana che sono rimaste impantanate in lungaggini burocratiche e accertamenti tecnici per oltre cinque anni. Stando alle dichiarazioni della prima ora i lavori avrebbero dovuto prendere il via già nel 2006 e concludersi solo quattro anni dopo, nel 2010. Anche i propositi annunciati nel febbraio scorso (assegnazione dell’appalto entro il 30 ottobre 2012 e fine dei lavori entro dicembre 2014) sono stati mancati, seppur di qualche mese.
A dispetto dei grossi ritardi accumulati negli anni c'è da dire però che il Circondario non è quello che ha fatto peggio tra gli enti che avevano beneficiato dei cospicui fondi regionali e statali stanziati nell'ambito del cosiddetto Piano di Bacino nel lontano 2005. Nel caso delle casse di espansione di Figline e dei Renai, a Signa, la Regione ha infatti ritenuto necessario intervenire in maniera molto decisa e ha commissariato le due opere per scrivere la parola fine su questa annosa sequela di ritardi.
Oltre alla spinta per la realizzazione degli interventi strutturali la giunta regionale ha anche annunciato la volontà di riformare i consorzi di bonifica al fine di ottimizzare la manutenzione dei corsi d'acqua. Stando a quanto finora anticipato il numero dei comprensori passerá da quarantuno a sei, aumenteranno i chilometri di corso d'acqua soggetti a manutenzione, sarà valorizzata l'attività svolta nelle zone montane per limitare l'aggravio del rischio a valle e saranno definite manutenzioni specifiche per ogni corso d'acqua in base alle singole caratteristiche di ogni bacino idrografico.
Veronica Potenza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
