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Vendola come Fassino «Renzi sa solo rottamare»

Vendola come Fassino «Renzi sa solo rottamare»

Per il leader di Sel Palaesposizioni strapieno: «La sinistra sostiene i banchieri» Il sindaco di Torino a Sovigliana per Bersani: «La politica del tutti a casa non va»

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EMPOLI. Un risultato che gli stessi organizzatori della serata con comizio conclusivo non si aspettavano. Nichi Vendola ha riempito il Palaesposizioni l’altra sera, circa 1.500 sono stati gli intervenuti. «Alcuni sono rimasti fuori - spiega il coordinatore di Sel Nicola Ferraro - e siamo veramente soddisfatti della partecipazione alla nostra iniziativa».

Il leader di Sel ha attratto un pubblico eterogeneo, fatto di molte associazioni, da quelle ambientaliste ai Gruppi di acquisto solidale. Ma c’erano anche (altrettanto numerosi) esponenti del Pd locale e alcuni sindaci. Vendola ha voluto toccare Empoli dopo aver fatto un tour in quasi tutta la Toscana, da Massa a Pistoia, a Pisa e Prato. Il pubblico di Empoli non ha fatto mancare un clima da stadio con incitazioni e cartelli con scritto “Nichi”.

In alcuni passaggi del suo discorso non poteva mancare l’attacco a Matteo Renzi, sindaco di Firenze e sfidante alle primarie del Pd insieme a Pier Luigi Bersani, Laura Puppato e Bruno Tabacci. «Renzi parla solo di rottamazione, non dei problemi reali della gente». Grande spazio del suo discorso ha avuto il problema del lavoro. «La sinistra di oggi - ha detto - pensa di sostenere i banchieri e la finanza, non più i lavoratori. Un impiego è libero se c’è autonomia, non se c’è flessibilità. La precarietà ha inquinato il mondo del lavoro a tutti i livelli. Invece di alzare l’età pensionabile delle donne iniziamo ad aumentare i loro salari che sono il 40%più bassi di quelli degli uomini».

E poi ancora sul lavoro e la riforma dell’articolo 18: «Oggi quando la gente sente la parola riforma non si sente sicura - ha proseguito - se andrò al governo proporrò il ritorno allo Statuto dei lavoratori».

Ha parlato di Berlusconismo, «quando la televisione ha preso il posto della scuola nell’apparato educativo», del peggioramento del sistema scolastico. E di quanto siano inaccettabili gli attuali tagli agli insegnanti proposti dal governo Monti. Poi ancora ha trattato problemi dell’ambiente, della desertificazione del Mediterraneo.

Tutto pieno anche alla casa del popolo di Sovigliana per l’arrivo di Piero Fassino a sostegno della candidatura di Bersani. Anche il sindaco di Torino ha ribadito che «la politica del tutti a casa non serve, è un atteggiamento populista e una manifestazione di rabbia». Come è successo a Parma : «Il sindaco (il grillino Federico Pizzarotti ndr) che è stato eletto ha impiegato due mesi per fare una giunta e non sa come affrontare il dissesto finanziario della città». «È chiaro che serve un ricambio generazionale ma con un punto di equilibrio - ha detto - e che non può essere portato avanti solo con criterio anagrafico. Nel governo del presidente Obama ci sono uomini di ogni età». «Bersani ha ben chiaro questo - ha proseguito - il rinnovamento avviene quando la classe dirigente più matura è capace di trainare quella nuova».

Alla fine del comizio c’è stato un breve incontro con gli otto sindaci della zona che sostengono Bersani (Federico Campatelli, Carlo Tempesti, Giulio Mangani, Andrea Campinoti, Rossana Mori, Luciana Cappelli, Enrico Sostegni e Paola Rossetti). E i sindaci hanno ribadito l’esigenza di puntare sulla creazione del lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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