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Imer a doppia faccia nel Senese si assume a Certaldo si chiude
A Cusona investimento con quaranta nuovi posti di lavoro La Cgil: «Bisogna sistemare chi ha il contratto di solidarietà»
CERTALDO. Stesso gruppo ma strategia diverse. Siamo alla Imer, gruppo internazionale leader nella produzione di macchine, che ha più aziende anche nella Valdelsa. Se a Certaldo si sta ultimando la chiusura dello stabilimento, poco lontano a Cusona (vicino a San Gimignano) grazie a un investimento con un partner giapponese, probabilmente ci saranno 40 assunzioni nei prossimi anni.
E per questo motivo la Cgil vuol portare avanti una trattativa con il gruppo in modo tale da trovare una sistemazione ai 66 dipendenti che da Certaldo sono stati trasferiti a Serre di Rapolano dopo, appunto, la dismissione dello stabilimento di Certaldo.
Un gruppo, dunque, che va a velocità variegate. Da una parte le prospettive sono più che buone, soprattutto in relazione alla grave crisi che ha colpito anche il settore metalmeccanico della Valdelsa. Grazie a una joint venture tra Imer group e la giapponese Ihi, che spazia dalla aeronautica alla meccanica, è stato dato i natali a Ihimer . Entro il 2014 ci sarebbe un investimento sulle macchine per il movimento terra e di conseguenza anche le 40 assunzioni. I vertici dell’azienda vorrebbero raddoppiare la produzione in tre anni, e quindi creare occupazione di conseguenza. Attualmente lo stabilimento di San Gimignano impiega 56 dipendenti.
A Certaldo, invece, la Imer international ha vissuto un percorso totalmente differente. Già dall’inizio dell’anno sono iniziati gli scioperi contro il trasferimento in provincia di Siena. I lavoratori sono stati poi portati a primavera a Serre di Rapolano dopo la cessazione dello stabilimento sulla 429 (al momento sono rimasti solo alcuni impiegati). Fino alla fine dell’anno hanno un contratto di solidarietà. Poi questi lavoratori non hanno più certezze.
«Noi vogliamo portare avanti la trattativa - spiega Stefano Angelini della Fiom Cgil - in modo da avere il prolungamento del contratto di solidarietà per un altro anno. In questo modo potremmo avere più chiarezza rispetto ai piani di investimento del gruppo e capire se per i 66 dipendenti o almeno per una parte di questi c’è la possibilità di un riassorbimento nell’altra azienda». quella che va bene, in sostanza.
Al momento, spiega ancora Angelini «solo alcuni operai della Imer international sono passati alla Ihimer ».
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