Il Tirreno

Empoli

Centinaia di prof beffati dal concorso della scuola

Centinaia di prof beffati dal concorso della scuola

I laureati dopo il 2002, i docenti già di ruolo e gli iscritti ai tirocini formativi attivi non possono partecipare alla selezione per l’assunzione a tempo indeterminato

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EMPOLI. Manca meno di una settimana alla scadenza per l’iscrizione al maxi concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 11.542 docenti di scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado. Entro le 14 di mercoledì tutti i candidati dovranno avere completato la domanda di partecipazione al concorso tramite l’apposito portale Polis, accessibile dal sito del ministero dell'istruzione, e aver compilato le 50 domande del test di preselezione. Difficile stabilire con esattezza quanti saranno gli aspiranti docenti del circondario che si cimenteranno nella difficile impresa di accaparrarsi uno degli ambiti posti nella scuola pubblica. Stando alle stime della Flc Cgil, basate sul numero dei consulti richiesti ad oggi, i candidati della nostra zona saranno moltissimi: almeno 150. Molti di piú peró - è il paradosso del maxi e attesissimo concorso - quelli che saranno invece tagliati fuori da questa grande opportunitá sulla base dei numerosi limiti posti dal bando.

Laureati dopo il 2002. La prima e forse piú nutrita categoria di esclusi è costituita da tutti coloro che si sono laureati successivamente all'anno accademico 2001-2002 in corsi di studio quadriennali (il limite slitta all'anno successivo, 2002-2003, se quinquennali) e da chi ha conseguito il diploma magistrale dopo l'anno scolastico 2001-2002 (si parla qui di aspiranti insegnanti delle scuole d'infanzia e primarie). «Lo hanno sbandierato come se fosse un grande concorso pensato per far largo ai giovani - ha detto Grazia Tarani della Flc Cgil di Firenze - e poi di fatto per loro partecipare diventa difficilissimo». A conti fatti in effetti, per rientrare nei suddetti limiti, i candidati dovrebbero aver iniziato l'universitá non piú tardi del 1998 ed essere quindi nati almeno nel 1979. Questo nell’ipotesi, peraltro rara nel nostro paese, di aver completato il corso di laurea nei tempi previsti. Verosimilmente insomma a candidarsi saranno persone perlopiú dai 35 anni in su. Un limite del quale non si sentiva il bisogno considerato che da anni le statistiche sulla disoccupazione sottolineano come il picco della mancanza di lavoro (che ha raggiunto il 34,1% secondo i piú recenti dati Istat) si registri proprio nella fascia d'etá che va da 15 a 24 anni.

Docenti di ruolo. A far compagnia ai giovani, tra i delusi dal concorsone pubblico, ci sono anche coloro che sono attualmente docenti di ruolo nelle scuole pubbliche. In sostanza chi è giá titolare di una cattedra, ad esempio in una scuola primaria, ma vorrebbe provare a ottenerne una in una scuola secondaria poiché laureato, non potrá farlo. «Viene loro preclusa - sottolinea Paola Pisano della Flc Cgil scuola di Firenze - la possibilitá di fare legittime progressioni di carriera». A far infuriare ancora piú i sindacati c'è poi il fatto che questo limite è stato posto solo per i docenti di ruolo a tempo indeterminato delle scuole pubbliche. Chi svolge analoghe mansioni nelle scuole paritarie o il personale Ata puó invece partecipare senza nessun tipo di restrizione.

Partecipanti ai Tfa. Saranno esclusi dal concorso anche tutti coloro che stanno iniziando adesso il percorso nei Tfa, tirocini formativi attivi di recente introduzione che dovrebbero sostituire il ruolo della vecchia Siss nell'abilitare all'insegnamento. La situazione piú paradossale in questo ambito è costituita da coloro che si sono laureati dopo il 2002 e che hanno sostenuto tutto il percorso della Siss ma che non hanno potuto sostenere l'esame abilitante finale per via della sua improvvisa abolizione nel 2008. È vero che è stata loro garantita l'ammissione “d'ufficio” nei Tfa e il riconoscimento dei crediti ma, poiché i Tfa non sono ancora partiti, nel frattempo si vedranno sfumare l'opportunitá del primo concorso a cattedre dopo ben 13 anni di silenzio. Motivo? Di fatto non sono ancora abilitati all’insegnamento e sono “troppo giovani” per parteciparvi grazie al solo titolo di studio.

Ricorsi. Il megaconcorso ha insomma suscitato reazioni di segno opposto: da un lato ha riacceso le speranze di chi vedeva il posto fisso da docente come una leggenda dal sapore tardo medievale, dall'altra peró ha sollevato non pochi malumori tra i molti, troppi esclusi. Per questo sono scesi in campo compatti praticamente tutti i sindacati che annunciano ricorsi al Tar perché vengano riammessi tutti coloro che fanno parte delle suddette queste categorie.

Veronica Potenza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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