Le ricerche in corso annunciano tante altre sorprese
CAPRAIA E LIMITE. «Finalmente potremmo essere in presenza del primo ritrovamento della necropoli di Montereggi, a lungo e invano cercata negli anni passati durante le numerose campagne di scavo....
CAPRAIA E LIMITE. «Finalmente potremmo essere in presenza del primo ritrovamento della necropoli di Montereggi, a lungo e invano cercata negli anni passati durante le numerose campagne di scavo. Siamo convinti che il sito possa riservare ancora grandi sorprese, oltre al magnifico tumulo etrusco riportato alla luce, che per caratteristiche è assimilabile al celebre “Secondo melone del Sodo” di Cortona». Questo affermava con soddisfazione il dottor Fausto Berti durante una conferenza stampa convocata per illustrare alcuni ritrovamenti archeologici nel territorio di Capraia e Limite. Era il 7 novembre 2006, e le novità annunciate dal direttore del Museo Archeologico di Montelupo furono di quelle destinate a lasciare il segno. In località Pulignano, sul lato orientale del colle di Montereggi, durante la campagna di scavo condotta nell'estate di quell'anno era venuta alla luce una tomba a tumulo etrusca con un tamburo del diametro di oltre venti metri; di fronte a tale grandiosa sepoltura principesca, databile al VI secolo a.C., gli archeologi avevano rinvenuto un monolite dell'altezza di circa due metri a forma di uovo, con incise alcune lettere etrusche.
La sorpresa fu notevole, considerando che nella simbologia etrusca l'uovo rappresenta la rinascita. Oggi tutto questo è messo in discussione dalla tesi, che presentiamo in esclusiva ai nostri lettori, sostenuta da Giancarlo Sani, speleologo e alpinista empolese. Ma le sorprese non sono finite, e Sani annuncia in anteprima anche le ricerche in corso, che hanno portato alla scoperta, tra l'insediamento di Montereggi e il sito della Tomba dell'Uovo, di una spirale, una simbologia solare, profondamente incisa su una roccia che fuoriesce dal terreno. «La presenza di quest'antico segno - ha concluso Sani - indirizza sempre più verso l'ipotesi che siamo in una zona deputata a ritualità cultuali». (p.s.)
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