Il Tirreno

Empoli

I mercati ambulanti nella morsa della crisi ma tiene l’alimentare

di Marco Sabia
I mercati ambulanti nella morsa della crisi ma tiene l’alimentare

Dal 2008 all’anno scorso sono calati operatori e fatturato Colpiti soprattutto i banchi che vendono abbigliamento

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EMPOLI. La crisi non risparmia nessuno, nemmeno i mercati di strada. La ricerca condotta dall'Osservatorio economico della Confesercenti sul commercio ambulante dell’Empolese Valdelsa nel periodo 2008-2011 parla chiaro: rispetto a quattro anni sono calati il numero degli operatori e il fatturato.

Quattro mercati sotto esame. Per dare un quadro generale della situazione sono stati presi in esame quattro mercati settimanali: quelli di Empoli, Fucecchio, Montelupo e Castelfiorentino. Il mercato di Empoli ha 290 posti destinati agli ambulanti, Fucecchio e Castelfiorentino ne hanno 150 e Montelupo 70.

Meno 5,27%. Quella di Confesercenti è una fotografia molto chiara dell'andamento del mercato in questione: dal 2008 al 2011 complessivamente si è perso il 5,27% del fatturato (senza contare il tasso di inflazione). La progressione è stata decisa: nel 2009 si è registrata una perdita del 3,61% rispetto al 2008, dello 0,17% tra il 2010 e il 2009 e pari all'1,54% tra il 2011 e il 2010.

Moda e alimentari. Il settore più colpito è quello della moda che rispetto al 2008 ha lasciato per strada ben il 6,03% di fatturato, in particolare nel 2011. A tenere botta sono gli alimentari che, nonostante le riduzioni complessive del fatturato, riescono ad ammortizzare le perdite anno per anno, con un -3,18% tra il 2008 ed il 2011. Una piccola luce poi la offrono i prodotti cosiddetti casalinghi che nel 2011 sono aumentati dello 0,18% nel confronto con l'anno precedente. L'utile complessivo giocoforza cala, con un -6,17% , a causa dell'aumento dei costi e della maggior percentuale di merce invenduta.Un quadro preoccupante, dunque, soprattutto per l’abbigliamento in linea con quello che si registra nel commercio in sede fissa.

Mercati sempre pieni. Va detto che il numero delle persone che settimanalmente si aggira tre le bancarelle del mercato della propria città è sempre rilevante. Anche perché, come viene sottolineato dalla ricerca di Confesercenti, mantiene un forte motivo di attrattiva che va aldilà della merce in vendita: il fatto cioé che rappresenti un’occasione di socialità, soprattutto per le persone meno giovani, oltre ovviamente al fatto che comunque garantisce un’ampia gamma di prodotti, soprattutto alimentari, su cui è possibile risparmiare.

Bancarelle e negozi. La ricerca condotta dall'Osservatorio di Confesercenti mette poi a confronto l'andamento del fatturato tra gli ambulanti e i negozi fissi, rilevando come la crisi tutto sommato colpisce i due settori in egual misura, anche se con alcune differenze che meritano di essere sottolineate. In primis la tenuta del settore alimentare, che regge meglio tra i venditori ambulanti che nei negozi. La moda invece non sorride a nessuno, né ambulanti né fissi.

Fucecchio maglia nera. Dallo studio firmato dal responsabile dell'Osservatorio Sauro Spagnoli, emergono anche delle differenze tra i diversi mercati esaminati. Empoli, Fucecchio, Montelupo e Castelfiorentino sono quattro realtà diverse e per questo presentano caratteristiche proprie e peculiari. Leggendo il report della Confesercenti si nota come anche qui le perdite più significative siano nel comparto non alimentare: ad Empoli le vendite in questo settore in quattro anni sono calate del 5,9%, a Castelfiorentino del 6,11%, a Montelupo del 7,84, a Fucecchio dell’8,12. Per quanto riguarda il settore alimentare Empoli ne esce con un -0,14%, Castelfiorentino con -1,18%, Montelupo - 1,09 e Fucecchio -1,45. Qui Spignoli offre una chiave di lettura del fenomeno: «I mercati più strutturati - sottolinea - o comunque quelli di riferimento per una certa area hanno sofferto meno della crisi. Viceversa chi si basa solo sul bacino comunale di appartenenza ha finito per patire di più, subendo perdite maggiormente accentuate, come nel caso di Fucecchio».

Punti di forza e di debolezza. Lo studio termina con un’analisi degli aspetti che favoriscono o sfavoriscono il commercio ambulante nel circondario dell’Empolese Valdelsa. Tra i punti di debolezza, gli utenti dei quattro mercati presi in esame lamentano soprattutto il non esaustivo mix merceologico. Tra i punti di forza, invece, oltre all’accessibilità al luogo dei mercati stessi, sono stati indicati gli orari (la possibilità cioé di avere a disposizione mezza giornata per fare shopping) e i prezzi che, sebbene i clienti vorrebbero veder scendere ulteriormente, rappresentano comunque un motivo di forte attrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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