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Empoli

Aumento di ottanta euro per tremila lavoratori

Aumento di ottanta euro per tremila lavoratori

Sono quelli dell’agricoltura che hanno firmato l’accordo per il nuovo contratto Prevista subito anche una somma per il ritardo di nove mesi nel rinnovo

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EMPOLI. Dopo nove mesi di trattative quasi tremila operai agricoli del circondario possono tirare un respiro di sollievo. L’altra sera è stata firmata un accordo per il rinnovo del contratto di lavoro. Nelle prossime settimane verrà presentato ai lavoratori che poi lo voteranno.

«Si tratta del contratto interprovinciale degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Firenze e Prato - spiega il responsabile della Flai Cgil Francesco Baccanelli - l'intesa prevede un aumento salariale di 80 euro (90 euro invece per i florovivaisti) in due trance; la prima dell'80% con decorrenza da questo mese e il rimanente 20% nell' ottobre 2013 più una tantum di 60 euro».

«È confermato ed incrementato il salario variabile per una percentuale totale pari al 1,6% che porta ad un aumento totale del 7,3% complessivo - spiega ancora Baccanelli - incrementate le prestazioni aggiuntive della “cassa extra legem provinciale” (Fimi) con integrazioni salariali sulla maternità e rimborsi per cure dentistiche, fisioterapiche, per gli apparecchi acustici e oculistici». Un importante risultato dal punto di vista della sicurezza «è stato ottenuto con l'istituzione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale che verrà finanziato dalle aziende attraverso la cassa Fimi e sarà operativo da gennaio 2013 - va avanti il sindacalista - diventa articolo contrattuale il protocollo d'intesa firmato nella scorsa tornata che riguarda gli appalti e che regolamenta e disciplina la materia nel rispetto della legge del contratto nazionale».

«Attraverso un apposito articolo poi si definisce l'importanza della formazione nel settore agricolo e ci si impegna a dotarsi di tutti gli strumenti necessari affinché sia più semplice accedervi per le aziende e per i lavoratori attraverso progetti provinciali - si spiega ancora - Sicuramente è stata una trattativa complicata che si è svolta in un momento delicato per l'economia del settore in generale e per le province di Firenze e Prato in particolare».

«Ci siamo impegnati, in questi lunghi mesi a ricercare elementi che da una parte dessero risposte all'emergenza salariale in cui i lavoratori si trovano e dall' altra rispondessero alle esigenze dell'imprenditoria agricola che si trova in difficoltà - spiega la segreteria della Flai Cgil - la realtà fiorentina di questo settore è fatta di una miriade di piccole e piccolissime aziende vitivinicole che hanno sofferto gli andamenti altalenanti del mercato e la concorrenza straniera, ma al tempo stesso ci sono importanti e blasonate aziende che sono il fiore all'occhiello del settore a livello nazionale e che riescono anche in questo periodo a investire, innovare e aumentare soprattutto la quota di esportazione».

Da queste considerazioni «è nata la necessità di trovare soluzioni economiche e normative che fossero in grado di soddisfare tutti - si spiega ancora - auspichiamo di poter, attraverso responsabilità condivise, portare avanti gli impegni presi e che quello di Firenze e Prato insieme all'ipotesi firmata nelle scorse settimane a Pistoia sia di buon auspicio per i rinnovi provinciali della Toscana e di tutta Italia».

Baccanelli conclude: «È un buon risultato se si considera che in Italia solo 5 o 6 province hanno rinnovato l’accordo a causa della crisi».

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