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Empoli

Nei menu ricompaiono le mezze porzioni

Nei menu ricompaiono le mezze porzioni

«Un'altra mezza porzione... abbondante mi raccomando!». Era il 1974 quando Vittorio Gassman pronunciava questa frase in una scena ambientata nella trattoria romana “Il re della mezza porzione”

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EMPOLI. «Un'altra mezza porzione... abbondante mi raccomando!». Era il 1974 quando Vittorio Gassman pronunciava questa frase in una scena ambientata nella trattoria romana “Il re della mezza porzione”. Il film in questione è “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola e la sequenza raccontava un’Italia nella quale non si ordinavano porzioni ridotte perché preoccupati del pesoforma ma perché altrimenti il conto sarebbe stato troppo salato. Oggi gli echi di quella pratica, che sembrava essere stata sepolta da decenni di benessere e opulenza, sono tornati a risuonare ad Empoli. Per cercare di spronare i clienti a prendere qualcosa piú di una semplice pizza il ristorante Gli scugnizzi di via Chiarugi ha rispolverato le mezze porzioni.

Accanto a ogni primo e antipasto nei menu si leggono ormai due prezzi e presto, racconta uno dei proprietari, Francesco, la mannaia calerà anche sui dessert nella speranza di riuscire a venderne almeno metà. L'idea per ora sembra aver premiato l'inventiva dei ristoratori empolesi e i clienti apprezzano la possibilità di assaggiare specialità come i paccheri all’orata a 6 euro anziché 10 o il polpo caldo in salsa piccante a 7,20 euro anziché 12. «Anche per il vino lo si vende un pochino solo perché lo si serve al bicchiere. Se vendessimo mezza bottiglia d'acqua penso che la gente ordinerebbe quella».

In oltre trent'anni di esperienza nel settore Francesco ha osservato uno stravolgimento nel modo di andare al ristorante: prima si usciva forse meno di frequente ma ci si concedevano cene complete. «Ora vengono tutti con la calcolatrice del telefonino in mano. Se prima spendevano 25 euro a testa, adesso ne spendono 18 in due». 

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