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Giudizio immediato per la finta cieca che faceva la bidella
EMPOLI. Sarà processata con giudizio immediato davanti al tribunale di Firenze Maria Giovanna Berti, la donna di 51 anni residente a Ponte a Elsa, che per anni ha percepito dall’Inps una pensione di...
EMPOLI. Sarà processata con giudizio immediato davanti al tribunale di Firenze Maria Giovanna Berti, la donna di 51 anni residente a Ponte a Elsa, che per anni ha percepito dall’Inps una pensione di invalidità come se fosse cieca anche se lavorava regolarmente come bidella in una scuola di Empoli. Imputato con lei anche il marito, Francesco di Battista, 57 anni, disoccupato.
La vicenda fu resa nota il maggio scorso dalla Guardia di finanza che eseguì due misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, disposti dal gip di Firenze, David Monti, nei confronti della donna e del marito accusati di truffa aggravata e falso materiale.
Il tribunale di Firenze ha stabilito come data della prima udienza il 25 ottobre. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il marito accompagnava la moglie alle visite di controllo aiutandola a ingannare i medici riguardo al finto deficit visivo. L’uomo, infatti, con la sua presenza dava l’idea che la bidella avesse necessità di un accompagnatore.
Alla donna l’Inps ha subito sospeso la corresponsione della pensione di invalidità.
L’inchiesta a carico di Maria Giovanna Berti partì dopo che la scuola media Busoni, per poter trasformare a tempo indeterminato il contratto a termine con cui l’aveva assunta, le chiese un certificato di idoneità fisica, documento non necessario per gli altri incarichi che lei aveva avuto nel passato. In pratica dovette presentare un foglio in cui si accertava anche che era in grado di vedere bene. Quando si fece visitare dal medico dell’Asl risultò che aveva 9 decimi a un occhio e 3 all'altro. Dall'esame della documentazione della donna , il medico legale scoprì però che la donna era stata riconosciuta come cieca assoluta.
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