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Siccità, autobotti in azione nelle colline della Valdelsa
Sono sei le frazioni che giornalmente vengono rifornite d’acqua in questo modo ma se non pioverà abbondantemente presto diventeranno molto più numerose
CERTALDO. Lucifero e gli altri sei anticicloni che lo hanno preceduto (Caligola, Nerone, Caronte e &) potrebbero giocare un brutto scherzo a centinaia e centinaia di abitanti delle colline tra Certaldo, Montespertoli e Montaione. Tra pochi giorni gli acquedotti locali saranno in gran parte a secco e, se ora le autobotti visitano giornalmente sei frazioni (più altre due contigue a Certaldo ma di pertinenza sangimignanese), i luoghi che avranno bisogno di un approvvigionamento con i camion sono destinati a diventare ben più numerosi. Non solo: il costo del rifornimento con le autobotti rischia anche di trasformarsi in un ritocco delle bollette per tutti gli utenti.
Al momento le frazioni già rifornite con i mezzi pesanti sono per Certaldo San Donnino e Orlari, per Montaione Le Sughere, per Montespertoli Lucardo e Polvereto. Più vicino a Certaldo stessa sorte tocca a San Benedetto e Ulignano, nel territorio di San Gimignano. Nella stessa situazione si trova anche la frazione di Sant’Amato a Vinci. Ogni frazione viene rifornita con camion che hanno una capacità tra i 6 e i 15 metri cubi. Il problema è che, dalle previsioni meteo date ad Acque spa proprio ieri mattina, fino a fine settembre non ci saranno piogge così importanti da ricaricare falde e acquedotti locali. Da qui le preoccupazioni per tutte le frazioni collinari. E al disagio di andarsi a prendere l’acqua dall’autobotte si unisce quello di tipo economico. Fino a fine settembre per le frazioni di collina con gli acquedotti asciutti, come spiega Massimo Aiello dirigente di Acque spa, si spenderà non meno di 600mila euro per i rifornimenti con i camion. Un costo che, se non se lo accollerà la Regione, finirà nella bolletta di tutti gli utenti.
E infatti un grido di allarme è stato lanciato già nei giorni scorsi da Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel (il consorzio che raccoglie tutte le imprese pubbliche). E proprio lui ha chiesto al governo e alla protezione civile di dichiarare lo stato di emergenza e alla Regione di trovare un miliardo per finanziare un piano di investimenti per creare in tutta la Toscana nuovi invasi, aprire pozzi, costruire collegamenti e sulla costa anche dissalatori. Ha poi aggiunto: «Ci aiuti la Regione con la nuova Autorità idrica altrimenti saremo costretti a rivedere le tariffe e aumentare le bollette di 33 centesimi per ogni metro cubo consumato». Soluzioni alternative alle autobotti non ce ne sono, «Il problema - ha detto Oscar Galli, coordinatore della commissione acque di Cispel - è che tutto questo è possibile a un costo molto elevato e cioé di circa tre milioni di euro in tutta la Toscana. Con il rischio che la cifra raddoppi a fine estate».
L’unica nota positiva è che al momento non ci sono difficoltà per chi vive in pianura. Lungo l’Elsa, tra Poggibonsi e fino Castelfiorentino ogni secondo vengono pompati dal fiume 80 litri di acqua: 30 di questi sono destinati agli impianti di potabilizzazione e i restanti 50 litri sono per l’invaso di Cepparello che altrimenti sarebbe ormai vuoto. Secondo Acque, comunque, il fiume Elsa dà garanzie ancora per un altro mese e mezzo.
Lucia Aterini
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