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Il tubone? Necessario per salvare il lavoro
Toni alla festa Pd: il sistema produttivo conciario va messo in sicurezza per non finire come a Taranto
FUCECCHIO. «Il progetto tubone consentirà il risanamento della zona centrale della Toscana per quanto riguarda l’industria conciaria che richiede molta acqua, e contemporaneamente anche la salvaguardia del Padule con la depurazione delle acque luride della Valdinievole».L’ha detto il sindaco Claudio Toni, nell’incontro con la stampa e con i cittadini, martedì sera durante la festa del Partito Democratico. Con lui anche il vicesindaco Sara Matteoli e l’assessore Sandro Buggiani.
Spettro Ilva. «Proprio in questi giorni - ha aggiunto il sindaco - il governatore della Regione, Enrico Rossi, fa il punto con i protagonisti per mettere in sicurezza il sistema produttivo conciario, i cui scarichi per quanto riguarda i cloruri e i solfati sono in deroga fino al 2015. Infatti anche se gli altri componenti inquinanti sono abbattuti quasi al 100%, non si deve correre il rischio di ritrovarsi come l’Ilva a Taranto, cioè con il blocco dell’attività lavorativa, come peraltro già accaduto ai conciatori stessi nel 1992».
200 milioni di euro. Toni ha ricordato come il prelievo attuale d’acqua sia circa 6 milioni di metricubi l’anno, ma ha grandi cifre anche l’investimento necessario: 200 milioni di euro, di cui 40 per i conciatori. «Con questa operazione si avrà anche una riduzione dello sfruttamento della falda acquifera, perché parte delle acque trattate saranno immesse di nuovo nel ciclo produttivo attraverso un acquedotto industriale».
La provincia. Il sindaco, incalzato dai giornalisti Luciano Gianfranceschi (Il Tirreno) e Giulio Panzani (La Nazione), ha anche risposto, in merito al riordino delle province, se preferirebbe Firenze o Pisa. «L’artigianato fiorentino è un valore conosciuto nel mondo, di cui facciamo parte a buon titolo anche con le calzature. E il comparto della moda, del cosiddetto trend del lusso, è tra quelli che ancora regge. E in cui le nostre aziende manifatturiere fanno bene la loro parte».
Nuovi poveri. «C’è chi perde il lavoro, e chiede un po’ di sostegno in Comune. Non sono soltanto immigrati, ma anche fucecchiesi – ha continuato il vice sindaco Matteoli – abbiamo a disposizione circa 311 mila euro, ma bisogna tener conto anche di viene sfrattato e non sa dove andare».
Emergenza casa. Ci è tornato sopra l’assessore Buggiani: «Gli sfratti sono stati un centinaio, dei quali 13 per morosità. Quando l’amministrazione comunale rientra nella disponibilità delle case popolari, per decesso del titolare o altro, cerca di ridimensionarle, per consentire a un maggior numero di famiglie di usufruirne. I nuclei sono infatti ridotti, sia per i giovani sia per gli anziani; attualmente stiamo mettendo mano a 10 appartamenti, 8 dei quali verranno assegnati a fine mese».
Piccoli e grandi problemi. Toni ha concluso rispondendo a domande su marciapiedi sconnessi, strade con buche, vandalismi e sporcizia (dei padroni) dei cani al parco Corsini. «Abbiamo 8 milioni di disponibilità economica, 5 disponibili da pagare, ma non possiamo farlo a causa del patto di stabilità. E per i vandalismi e la maleducazione puntiamo sulla persuasione, non soltanto sulla repressione. Anche certi atti di criminalità sono casi isolati».
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