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Acque chiude il rubinetto a chi si riduce la bolletta
In arrivo le lettere a chi ha aderito alla campagna per il rispetto del referendum Il Forum diffida gestore e sindaci: «Stop alle minacce e ridateci i nostri soldi»
EMPOLI. Ti riduci la bolletta? E io ti chiudo il rubinetto. È più o meno questo il tono delle lettere spedite da Acque e giunte in questi giorni ad almeno una decina di utenti anche del circondario, che hanno aderito alla campagna lanciata dal Comitato per mettere in pratica l’esito del referendum del giugno 2011, quando 27 milioni di italiani, compresi 120mila cittadini dell’Empolese Valdelsa, sancirono che doveva essere tolta dalle bollette la quota relativa alla remunerazione del capitale investito dagli enti gestori del servizio idrico.
Nonostante questo, e ignorando anche il successivo decreto firmato dal presidente della Repubblica Napolitano, che ratificava il referendum, l’assemblea dei 57 sindaci dell’ex Ato 2 ha votato per mantenere la quota del 7% in bolletta. Il Forum toscano dei comitati per l’acqua pubblica ha presentato ricorso al Tar e in attesa della pronuncia del tribunale, sta portando avanti la battaglia dell’autoriduzione, grazie a una fitta rete di sportelli. Sono già almeno trecento i cittadini che hanno aderito, decurtando dalla bolletta il 18,18 per cento e pagando il resto. Ma evidentemente la scelta non è piaciuta ad Acque Spa, che ha iniziato ad inviare lettere ai cittadini che hanno optato per l’autoriduzione, minacciando l’interruzione del servizio idrico. Immediata la reazione del Forum toscano dei movimenti per l’acqua. Che è passato al contrattacco. L’avvocato Luca Scarselli – incaricato dai comitati – ha inviato una diffida ad Acque, Autorità idrica toscana e ai 57 sindaci dell’ex Ato 2, in particolare quelli di Castelfiorentino, Certaldo, Pisa, San Miniato, Poggibonsi, San Gimignano , cioè di quelle zone dove sono state recapitate le minacce di interruzioni idrica, considerati “corresponsabili”: «Si diffida – si legge nel documento –codesta società a dare seguito in qualsiasi maniera alla prospettata riduzione o sospensione della fornitura; a rimborsare entro otto giorni le somme già versate per il pagamento del capitale investito. Con riserva di richiedere risarcimento danni nel caso di distacco del servizio».
«Le minacce – spiega Colin Du Liège, portavoce del Forum – arrivano per qualche decina di euro, mentre la remunerazione del capitale investito nel 2012 ammonta a più di 19 milioni di euro per gli azionisti che anche quest’anno hanno incassato i loro utili, malgrado l'enorme indebitamento di Acque Spa che le banche irresponsabilmente hanno consentito ben sapendo che a fine concessione sarà il cittadino a pagarne i debiti: profitti privati, debiti pubblici».Proprio la settimana scorsa la Corte Costituzionale ha salvato il referendum dello scorso giugno, dichiarando inammissibile l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011 con il quale, il governo Berlusconi, aveva aggirato il risultato referendario e ha di fatto bocciato la privatizzazione di acqua e servizi pubblici: «Ora – sottolineano dal Forum – attendiamo la sentenza del Tar Toscana che ristabilirà l'immediata applicazione del secondo quesito. La politica, attraverso i nostri stessi sindaci, rifiuta di adeguarsi alla volontà popolare, le aziende concessionarie della gestione dell'acqua, in nome del mercato e del profitto, si rifiutano di rispettare la legge. Nel frattempo non ci lasceremo intimidire e continueremo a rivendicare i nostri diritti con tutti i mezzi». Altro servizio a pagina 12
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