Olivi in sofferenza per la siccità va meglio per la vite
Cia: «Era prevista una buona annata, ora le colture a rischio Si spera nella pioggia che dovrebbe arrivare domenica»
EMPOLI. Il caldo afoso, che in queste settimane ci sta facendo soffrire, stringe nella sua morsa spietata anche i vigneti e gli oliveti, fiore all’occhiello del nostro territorio. Pare infatti che la siccità stia iniziando a causare problemi, soprattutto all’olivicoltura. Se le viti riescono a tener duro e a far maturare i loro grappoli, per gli olivi la situazione comincia ad essere critica e sembra che stiano risentendo della mancanza di piogge.
«Contrariamente a quanto si crede – spiega l’enologo Giorgio Tarzariol – l’olivo ha un maggiore bisogno di acqua, soprattutto perché le sue radici sono meno profonde di quelle della vite. Abbiamo avuto una bella fioritura e una discreta allegagione, ma il caldo sta causando la caduta delle olive, che sembra essere un fenomeno piuttosto frequente, anche se la situazione varia da zona a zona. Avremmo bisogno di un po’ di pioggia, soprattutto per le nuove piantagioni». Proprio le nuove colture sembrano soffrire maggiormente, poiché «dispongono di impianti radicali meno sviluppati – come spiega Sandro Piccini, direttore della Confederazione italiana agricoltura di Firenze e Prato – mentre gli olivi con un’età media, intorno ai dieci anni di vita, sono più resistenti». «Si preannunciava un’ottima annata – continua Piccini – ma stiamo riscontrando non pochi problemi. Chiaramente non tutti i terreni sono colpiti dalla siccità, perché i nostri sono abituati a questi periodi. Tutto dipende dall’esposizione e dalla tipologia di terreno. Quelli esposti a sud, per esempio, sono molto più a rischio rispetto agli altri».
Per il momento le conseguenze più significative della siccità si riscontrano quindi nella coltivazione degli olivi, mentre per la vite non ci sono ancora segnalazioni. «I problemi legati alla viticoltura – dichiara ancora Piccini – inizieranno a farsi sentire soprattutto ad agosto. Allora la pioggia sarà fondamentale. Per ora bisogna aspettare di vedere cosa succederà nei prossimi 15-20 giorni». Un po’ di pioggia sarebbe sicuramente salvifica, anche perché l’invaiatura, ovvero la maturazione degli acini, non è ancora cominciata. «In realtà è ancora presto per l’invaiatura – commenta Tarzariol – ma già siamo indietro di qualche giorno rispetto all’anno scorso. Stiamo infatti riscontrando una diversificazione nella grandezza dei chicchi all’interno di uno stesso grappolo ed è questa che ritarda il processo. L’acinellatura è stata causata soprattutto dagli sbalzi di temperatura verificatisi durante l’allegagione».
Per quanto riguarda la produzione, le quantità dipendono da zona a zona, a seconda della tipologia della vite, dell’età del vigneto e del terreno, ma già sembra che esse siano leggermente inferiore alla media. Si spera quindi che la pioggia prevista per domenica».
Clara Larocca
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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