Il Tirreno

Empoli

Paesi sul piede di guerra per i tagli agli uffici postali

di Clara Larocca
Paesi sul piede di guerra per i tagli agli uffici postali

Sale la protesta per l’ipotesi di chiusura di quattro sportelli nel circondario «Così finiscono i paesi e si penalizzano soprattutto gli anziani, ci faremo sentire»

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EMPOLI. Il giorno dopo la notizia della possibile scomparsa degli uffici postali di Monterappoli, Granaiolo, Querce e Massarella già si leva la polemica. I residenti delle frazioni del circondario che potrebbero essere cancellate dalla geografia postale non hanno certo accolto la notizia con indifferenza, ma già si infiammano e sono a dir poco infuriati: «È una vergogna – commenta indignato Antonio Pannocchi, pensionato di 69 anni, residente a Fontanella – già ci hanno praticamente tolto i treni, se chiudono anche l'ufficio postale il paese è finito. Bisognerebbe reagire con una vera protesta, magari bloccando il traffico, perché altrimenti non ci ascolta nessuno».

A Fontanella, dove è ubicato l'ufficio postale dove si recano anche i residenti di Granaiolo, si parla di convocare una riunione con il sindaco, per discutere di questo provvedimento, che andrebbe a depennare degli uffici che per quanto piccoli hanno comunque un ampio bacino d'utenza. Fontanella ha una popolazione di circa un migliaio di persone, a cui si aggiungono tutti coloro che pur non essendo residenti nella frazione usufruiscono dell’ufficio postale per comodità: «Io sono residente a Castelfiorentino – spiega Lido Scarselli, pensionato di 74 anni che vive a Granaiolo – e vengo regolarmente alla posta di Fontanella perché è a due passi. E poi è molto più comoda, perché quella di Castello è sempre piena. Ma come me anche decine e decine di altre persone».

E lo stesso vale per Monterappoli: «Qui arrivano anche da Pozzale e Martignana, perché è molto più sbrigativo – dichiara Antonio Ferrato, che possiede alcune proprietà nella zona di Monterappoli – alle poste a Empoli ci sono sempre duecento persone e almeno due ore di attesa».

E il primo pensiero è chiaramente rivolto agli anziani, che costituiscono il grosso degli utenti che ricorrono agli uffici postali di Fontanella e Monterappoli. «Qui c'è aria di protesta - spiega Clara Brardi, barista del circolo di Fontanella - perché togliere l'ufficio postale significa privare il cittadino di un servizio fondamentale. E se si considera che a Fontanella la popolazione è prevalentemente anziana la cosa si fa ancora più grave. Si tratta di persone che spesso non hanno la patente e che per spostarsi dovrebbero quindi appoggiarsi ad amici e parenti, che non sempre sono disponibili». Le fa eco Alice De Sanctis, barista del circolo di Monterappoli: «È chiaro che quando devono fare dei tagli l'occhio cade subito sui piccoli paesini. È vero che questa posta è poco assistita, ma per i pensionati che ne fanno uso è essenziale. Noi non abbiamo un buon collegamento con Empoli, quindi se chiudono la posta qui mi chiedo come faranno tutti quegli anziani che non hanno nessuno a cui chiedere un passaggio anche solo per andare a pagare una bolletta». Anche Mauro Deboni, ex militare in pensione, è piuttosto allarmato: «La prima preoccupazione è naturalmente quella della praticità. Dover andare a Empoli per un anziano è problematico. E poi dover chiedere un passaggio a un parente o a un vicino significa anche essere costretti a dipendere da qualcun altro e non avere più autonomia nelle piccole cose». Senza contare che cancellando gli uffici dei piccoli centri, si andrebbero ad accentrare tutte le attività nelle sedi principali, compromettendone così ulteriormente l'efficienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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