Il presidio
I saldi fasulli nel mirino di vigili urbani e Finanza
Fotografie e annotazioni prima e dopo l’avvio delle vendite di fine stagione per controllare se i ribassi dei prezzi indicati sui cartellini sono veritieri
EMPOLI. I saldi iniziano domani ma è già partito un lavoro di controllo contro gli sconti fasulli. In sostanza polizia municipale e finanza sono all’opera per verificare la correttezza dei prezzi prima dell’inizio delle svendite e dopo, a saldi iniziati. Si tratta di un lavoro fatto a campione. Attraverso fotografie od osservazioni e annotazioni puntuali dei capi di abbigliamento (con riferimenti a marca, colore e taglia) si va a verificare se davvero le percentuali di sconto sono quelle che vengono dichiarate nel cartellino esposto a saldi iniziati rispetto a quello che era il prezzo originario.
I precedenti. Si tratta di un lavoro certosino che anche la scorsa stagione ha portato al riscontro di irregolarità anche rilevanti. Come è accaduto a Lucca dove, per fare un esempio, un giaccone prima di Natale era venduto a 389 euro e dopo l’inizio dei saldi era esposto con il cartello “Sconto 30%” con il nuovo prezzo di acquisto pari, però, sempre a 389 euro. Addirittura la Finanza, a febbraio, scoprì anche che in alcuni casi il cartellino esposto con lo sconto era superiore a quello con il prezzo pieno fotografato prima di Natale. E infine, terza casistica, sono state trovate indicazioni scritte di sconti tra il 40 e il 50% mentre invece in realtà la diminuzione di prezzo offerta era pari al 10%.
Annotazioni e fotografie. Anche a Empoli, a dicembre e all’inizio di febbraio, sono stati fatti controlli da parte della Finanza con annotazioni puntuali dei capi oggetto delle verifiche. Non vennero, però, riscontrate irregolarità. Ora le verifiche sono ripartite. La polizia municipale, nei giorni scorsi, ha fatto fotografie in centro e in altri punti della città per verificare, dopo il 7 luglio, la correttezza dei cartellini esposti. Per capire i risultati si dovrà aspettare la prossima settimana.
Cosa si rischia. La normativa di riferimento è il decreto legislativo del 31/3/1998 che riguarda le vendite straordinarie più la normativa regionale. E in ogni caso il commerciante che fa saldi fasulli rischia multe che vanno da 516,46 euro a 3.098 euro. In più la Finanza invita anche i consumatori a fare segnalazioni sulle violazioni in modo da fare anche controlli più accurati.
Confesercenti. L’associazione plaude all’iniziativa. «È necessario il rispetto delle regole - spiega Lapo Cantini, responsabile dell’associazione per il circondario - ben vengano i controlli, confidiamo che gli operatori siano ligi al rispetto delle regole». E il presidente della Confesercenti Enzo Nigi aggiunge: «Questi controlli, però, dovrebbero essere fatti anche per la grande distribuzione e per gli outlet». L’associazione inoltre approfondisce la questione. «Le norme principali - vanno avanti - che riguardano l’argomento, anche se nel tempo sono state riviste, risalgono a trenta anni fa. Di conseguenza vanno aggiornate».
Le richieste. «Chiediamo alla Regione di aprire un tavolo di confronto che riguardi le vendite promozionali, i saldi e le vendite per rifacimento locali - si spiega da Confesercenti - Norme più semplici, più dirette evitando per esempio la giungla dei saldi che abbiamo visto negli ultimi tempi, complice anche la crisi. Purtroppo i commercianti sono in difficoltà con l’andamento degli affari e cercano di sopravvivere». Il presidente del consiglio dei ministri Mario Monti aveva cancellato i saldi. «Noi abbiamo fatto la battaglia per reinserirli - va avanti il responsabile Lapo Cantini - però bisogna metterci mano una volta per tutte e renderli diversi. Bisogna fare in modo che la normativa sia più chiara e trasparente. Per le vendite promozionali noi riteniamo che debbano essere fatte solo su articolo o su una gamma di capi, non su tutti gli articoli altrimenti avremo saldi tutto l’anno eccetto i due mesi prima dell’avvio ufficiale degli sconti». Cantini fa anche un riferimento alle vendite straordinarie per rifacimento dei locali. «A volte vengono mandate via comunicazioni di inizio ristrutturazioni anche solo per imbiancatura - va avanti ancora Confesercenti - ecco perché ci vogliono regole più cogenti». E infine: «Per il meccanismo delle sanzioni - conclude Cantini - non ci si può fermare solo alle vetrine ma anche guardare agli sms inviati dai negozianti e su Facebook».
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