Il Tirreno

Empoli

I maratoneti del volley: 86 ore per aiutare gli altri

di Filippo Cioni
I maratoneti del volley: 86 ore per aiutare gli altri

È iniziata al PalAramini la gara che vuole superare il record mondiale di durata Parlano i protagonisti: ecco perché abbiamo deciso di tentare questa impresa

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EMPOLI. Mossi dalla solidarietà hanno iniziato a giocare la partita di pallavolo più lunga della storia. Ieri mattina al PalAramini di Empoli è cominciata la Empoli Volley Marathon, la gara tra 24 giocatori dell’Empolese Valdelsa, e non solo, che tenta di battere il record di 85 ore consecutive sul parquet, stabilito in Olanda nel dicembre scorso. Oltre al record di per sè, ad animare gli organizzatori c’è un sentimento solidale. Come dice chiaramente da Debora Batistini, coach del Cascine Volley, una delle società sportive di Empoli coinvolte nel progetto. «Siamo qui per aiutare il Cae, Centro di accoglienza di Empoli - spiega - e i suoi progetti per sostenere i giovani colpiti da dipendenze o handicap. Per mancanza di fondi, il Cae ha bisogno di un evento del genere, tanto più importante perché capace di unire lo sport al sociale. Anche se l’organizzazione è stata dura e porta via energie, abbiamo il sorriso e le motivazioni per batter il record».

E ieri mattina alle 7 e un minuto la rincorsa al Guinnes è partita. Il PalAramini si è trasformato nel campo base di un’impresa. Non solo campo di gioco, ma anche spazio per dormire (la Misericordia di Empoli ha prestato 30 brandine) e area bivacco all’esterno, con gazebo, bar e musica tutte le sere dopo le 19. Tanti eventi collaterali per aiutare i 24 campioni in campo a giocare in pratica quasi quattro giorni senza soste a pallavolo.

Il record di 86 ore verrà fissato domenica alle 20 e un minuto, fino ad allora nessuno dei nostri eroi potrà lasciare il PalAramini. Dovrà alternarsi in campo coi compagni. È previsto che ogni due ore le due squadre cambino tre giocatori. Così che ognuno possa avere il tempo di riposarsi, mangiare e dormire. Oltre ai giocatori, il comitato organizzatore è composto da 10 persone, tra cui quattro fisioterapisti per massaggi e cure ai giocatori.

L’ingresso al PalAramini è a offerta libera in denaro e si può compilare un bollettino da destinare al Cae. Si può comprare una maglietta dell’evento e ovviamente assistere alla partita, diventando noi stessi parte del record.

I giocatori impegnati hanno un’età che va dai 17 ai 50 anni. Tra loro abbiamo scovato anche una coppia di fidanzati, Elena Petrenni e Andrea Paoletti di Certaldo, 26 anni. «Giochiamo entrambi a pallavolo in una società amatoriale di Certaldo - dice Elena - quando abbiamo letto dell’iniziativa ci siamo iscritti e siamo stati selezionati. È bello fare qualcosa per gli altri e io sono felice di farlo con Andrea».

Poi c’è Ermanno Cena, 20 anni, che viene da Firenze e gioca in serie C, schiacciatore. Oppure Leonardo Liguori, 19 anni di San Miniato, Iacopo Barboni 19 anni di Santa Croce e Martina Verdi di Chianciano. «Paura di non farcela? Non scherziamo - dicono i tre - le 86 ore non ci spaventano. Anche perché siamo in compagnia e ci divertiamo. Sembra di essere in un Grande Fratello, non possiamo uscire dal Palazzetto e le telecamere del Guinnes ci riprendono. Un’esperienza da provare».

A qualche anno in più, 36, Alessandro Marcantoni di Certaldo, che intervistiamo dopo le sue prime ore di gioco. «Sono sudato ma felice, invito la gente a venire a vederci. È un divertimento ma abbiamo bisogno anche di loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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