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Un sottopasso seminuovo ma basso per i camion
E’ quello costruito dalla Ferrovie a Marcignana, i segnali di divieto ci sono ma molti mezzi pesanti entrano e poi sono costretti a fare marcia indietro
EMPOLI. Funziona alla perfezione per gli automobilisti, un po' meno per i camionisti o per chi guida un mezzo di trasporto di altezza superiore ai 3,30 metri. Così al sottopasso ferroviario di Marcignana sulla provinciale Val D'Elsa, inaugurato lo scorso agosto dopo quattro anni di lavori da Rfi (della Rete ferroviaria italiana) e preso in gestione dal Circondario per quanto riguarda la manutenzione, succede sovente che mezzi pesanti non riescano ad attraversarlo, siano costretti a tornare indietro causando spesso disagi alla circolazione.
Eppure questo sottopasso ferroviario è stato non atteso, di più, agognato per anni e considerato un toccasana per evitare code infinite al passaggio a livello.
Purtroppo, però, molti camion sono troppo alti e, nonostante ci sia anche il cartello che indica l’altezza massima consentita per il passaggio, si trovano a dover tornare indietro. E creare non pochi disagi. Considerando che c’è anche chi tenta il passaggio per forza. I residenti nella zona del sottopasso parlano di anche cinque-sei casi al giorno, soprattutto camionisti ma anche conducenti di autobus turistici che sono stati costretti a fare marcia indietro.
Qualcuno con il mezzo troppo eccedente in altezza ha finito per rompere anche le bandelle dei due portali di preavviso del sottopassaggio che saranno sostituite da bandelle di gomma molto più resistenti rispetto a quelle di ferro con catenelle installate da Rfi lo scorso agosto.
Eppure la zona non manca di cartelli che indicano il divieto di oltrepassare il sottopasso se si guida un mezzo di oltre 5 tonnellate e alto più di 3,30 metri. Anche se i residenti puntano il dito contro la dislocazione, forse troppo ravvicinata al sottopassaggio sia per chi viene da Marcignana verso Empoli sia dalla direzione opposta. Quello che c'è di certo è il continuo caos che l'altezza del sottopasso sta generando anche se, per fortuna, per superare la ferrovia camion e altri mezzi pesanti hanno pure altre alternative (che magari però non tutti conoscono). Come la parallela via Del Castelluccio che poi riporta su via Lucchese e dunque a Marcignana e verso Bassa.
«Se i camionisti e gli autisti dei pullman rispettassero i segnali di preavviso presenti in entrambi i sensi di marcia il problema non si porrebbe – spiega chiaramente l'ingegner Paolo Collodel, dirigente a viabilità e trasporti del Circondario Empolese-Valdelsa, che ha seguito in prima persona la realizzazione dell'opera – i cartelli che indicano il divieto di transito ai mezzi più alti di 3,30 metri sono posti, sul lato Marcignana, all'inizio di via Val D'Elsa e poco dopo il cimitero della frazione». «Dal lato opposto – precisa Collodel – si trovano cartelli nei pressi dello svincolo della Fi-Pi-Li per chi si immette su via Val D'Elsa e subito dopo il sottopasso della superstrada. Inoltre questi cartelli non hanno dimensioni standard, ma un diametro di 90 centimetri, pertanto è impossibile non vederli anche di notte».
Collodel risponde alla critiche chiudendo sull'altezza del sottopassaggio. «E' stata una scelta progettuale dettata principalmente da problemi di lunghezza delle due rampe di discesa e salita – conclude l'ingegnere Collodel – e dunque dalla conseguente valutazione economica che è stata fatta».
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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