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Se vuoi l’artigiano a casa lo devi pagare in anticipo
Muratori, idraulici e falegnami sempre più in difficoltà nelle riscossioni C’è chi chiede il bonifico prima dell’intervento. Cna: «Così le ditte si tutelano»
EMPOLI. Se vuoi che faccia l’intervento di manutenzione, mi devi pagare in anticipo. Tutta colpa della crisi. Non è un fenomeno dilagante, ma la pratica è sempre più gettonata anche nell’Empolese Valdelsa, dove artigiani che riparano infissi, aziende del settore edile e ditte che installano impianti e si occupano della manutenzione, hanno scelto il pagamento anticipato della manodopera come contromisura alle difficoltà legate alle riscossioni. Il recupero crediti, che sia affidato ad altri, o effettuato direttamente dagli impiegati, costa. Lettere, visite a domicilio e telefonate, talvolta non bastano per avere quanto dovuto. E allora meglio prevenire, attraverso il pagamento anticipato, anche per cifre che si aggirano sulle poche centinaia di euro. Tra i casi segnalati c’è quello di un privato che si è rivolto a una ditta per un intervento di manutenzione del climatizzatore. E ha scoperto che se vorrà abbassare la temperatura nei suoi locali in tempi brevi, dovrà per prima recarsi in banca e fare un bonifico. L’azienda in questione ha infatti risposto alla sua richiesta inviandogli una lettera, nella quale spiega che in seguito alla crisi in atto, è necessario il pagamento anticipato su tutti gli interventi di manutenzione degli impianti di climatizzazione. E che appena riceverà l’accredito del bonifico provvederà a emettere la fattura e ad eseguire l’intervento in questione. Nel documento viene quindi dettagliato il preventivo e indicati gli estremi bancari. Il materiale necessario sarà invece fatturato successivamente.
Un metodo di riscossione che, se da una parte tutela l’azienda, dall’altra non favorisce il cittadino, che paga prima di vedere se e come sarà fatto l’intervento: «Purtroppo – sottolinea Paolo Gianassi di Cna dell’Empolese Valdelsa – gli artigiani sono costretti a prendere delle contromisure: la riscossione è sempre più difficile e spesso costa tempo e denaro. Il problema sta gonfiando e ognuno si attrezza come può. La ditta cerca di tutelarsi per un lavoro che andrà a fare. In questo modo si inverte il meccanismo rispetto a quello consuetudinario che si paga dopo aver ricevuto il servizio. È un po’ lo stesso fenomeno che spesso caratterizza il commercio, con il fornitore che invia le merci soltanto dopo aver ricevuto il pagamento. Questo tipo di impostazione si sta spostando anche sui servizi». Il metodo di riscossione varia anche in base al settore, come spiega Fabrio Fabbrizzi, consigliere del Consorzio manutentori caldaie, bruciatori e climatizzatori: «Le nostre consorziate non chiedono il pagamento anticipato. Ma la nostra posizione è diversa rispetto ad altri artigiani. Noi abbiamo un rapporto continuativo col cliente, soprattutto per le caldaie. Se un anno si verifica un problema nella riscossione, l’anno successivo lo facciamo presente cerchiamo un accordo. È chiaro che artigiani di altri settori incontrano più difficoltà nella riscossione con clienti occasionali o comunque saltuari».
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