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Negata una sezione in più 49 bambini senza asilo
Il Ministero ha bocciato la richiesta avanzata dal Comune di Montelupo I genitori: «Non sappiamo come fare, le iscrizioni alle scuole private sono chiuse»
MONTELUPO. Il Ministero non finanzia la quattordicesima sezione della scuola dell’infanzia di Montelupo. E quarantanove bambini rischiano di restare a casa. Una brutta tegola per le famiglie, che non hanno neanche il tempo di ripiegare su una struttura privata: «Le iscrizioni – sottolinea un gruppo di genitori – sono già chiuse e le classi al completo. Il Comune ci ha detto di aspettare, ma di fatto al momento i nostri bambini rimarrebbero fuori dalla materna. E noi non sappiamo che pesci prendere».
Il Comune di Montelupo, dopo la ricognizione effettuata dagli uffici nello scorso inverno, aveva chiesto il finanziamento di una sezione in più al Ministero: il numero dei bambini “in entrata” era infatti decisamente più alto rispetto a quelli “in uscita”.E quindi le tredici sezioni di scuola materna attivate all’Istituto comprensivo non erano più sufficienti per dare una risposta a tutte le richieste. Ma cosa significa avere una sezione in più? Vuole dire dare un posto a ventotto bambini. La lista d’attesa dunque non sarebbe stata del tutto azzerata, ma sicuramente ridotta: gli esclusi sarebbero scesi a una ventina, alcuni dei quali poi, come avviene in ogni Comune, avrebbero nel frattempo trovato una soluzione alternativa. E invece con il “no” del Ministero la situazione si complica. A bloccare l’operazione non è una questione logistica legata agli spazi; il problema è di natura economica. Per attivare una sezione di ventotto bambini, occorrono due insegnanti: il costo complessivo dell’operazione supera i cinquantamila euro. Ma l’Ufficio scolastico regionale diretto da Angela Palamone non ha abbastanza personale a disposizione e ha negato al Comune di Montelupo Fiorentino, la cui popolazione scolastica è in continua crescita: il “villaggio” dell’Istituto comprensivo conta al momento 350 bambini alla scuola dell’infanzia e 1.070 suddivisi tra elementari e medie.
A questo punto ai genitori, come ha spiegato l’assessore Luca Rovai (nel box in alto), non resta che aspettare notizie dalla Regione: «Ci dicono di avere pazienza – sottolineano i genitori dei bambini esclusi – ma settembre arriverà in fretta e noi non sappiamo come dobbiamo comportarci. Ad oggi non c’è posto per i nostri bimbi nella struttura pubblica e non abbiamo la possibilità di iscriverli a un asilo privato. Il Comune ha sbagliato a tranquillizzarci in passato, dicendoci che sarebbe stata attivata una nuova sezione».(f.t.)
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