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Il Pd contro Bersani: «No alle spartizioni»

Il Pd contro Bersani: «No alle spartizioni»

La Federazione empolese critica il metodo usato per le nomine dell’Agcom e Autorità della privacy

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EMPOLI. Il Pd locale non teme il ruolo di quello controcorrente, anche quando si va contro i vertici nazionali. Lo ha dimostrato in passato per quanto riguarda le vicende regionali non esitando a esporre il parere del suo segretario contro il governatore Enrico Rossi.

Ora la fa sulle nomine di Agcom e per il garante della privacy. Le scelte sono, secondo la Federazione, sbagliate. Le polemiche nei giorni scorsi sono state pesanti. A Montecitorio i Radicali sono usciti dall'aula per protesta, contro quella che hanno giudicato una "spartizione" tra i partiti”. All'Agcom sono stati eletti Antonio Martuscello, indicato dal Pdl con 148 voti, e Maurizio Decina, indicato dal Pd, con 163 voti. All'Autorità garante per la privacy sono risultati eletti Antonello Soro, su indicazione del gruppo Pd con 167 voti e la leghista Giovanna Bianchi Clerici, con 179 voti. «Ci conforta sapere che il nostro segretario Bersani nella direzione di ieri (l’altro ieri ndr) abbia detto a chiare lettere che il Pd rimarrà fuori dal gioco delle nomine della Rai - spiega la Federazione dell’Empolese Valdelsa - Ci conforta ma non ci fa dimenticare invece il brutto inciampo di due giorni fa quando siamo andati ad una spartizione con Pdl e Lega dei consiglio di amministrazione di Agcom e Autorità della privacy».

«Non è solo un errore di tattica politica - spiega ancora la Federazione - che ci fa ripiombare nel polverone del siamo tutti uguali- ma è anche e soprattutto un errore di sostanza: se vogliamo essere credibili nel proporre al Paese un progetto di ricostruzione che passa dalla trasparenza e dal merito dobbiamo abbandonare le pratiche da prima repubblica basate su logiche spartitorie e selezione per fedeltà».

La comunicazione, va avanti il partito locale, poi rappresenta un vulnus nella nostra democrazia. «La mancanza di un servizio pubblico di informazione libero e imparziale da anni - spiega più dettagliamente il Partito democratico - non tutela più un diritto fondamentale per una democrazia rappresentativa, quello per i cittadini di formarsi delle opinioni soggettive a partire da un racconto non manipolato della realtà».

Tante sono le proteste «che in questi giorni come gruppi dirigenti locali del Pd abbiamo ricevuto - fanno sapere anche attraverso una nota - e pensiamo sia giusto manifestare pubblicamente il nostro dissenso e dire chiaramente che proprio queste scelte sbagliate contribuiscono ad ingrassare chi alza la voce contro la politica tutta e racconta che non c'è più alcuna differenza tra destra e sinistra».Il Partito democratico dell’Empolese Valdelsa, e in particolare la segreteria di federazione con tutti i segretari delle unioni comunali dell’Empolese Valdelsa, conclude: «Noi vorremmo poter invece contribuire a rimarcare e dare nuova sostanza a quella differenza e che questo impegno fosse al centro anche del lavoro dei nostri gruppi parlamentari».

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