Il mercato degli affitti fa i conti con la nuova Imu
Il canone concordato molto probabilmente diventerà il preferito dai proprietari per contenere la stangata fiscale ed evitare il rischio di trovarsi l’alloggio vuoto
EMPOLI. Il canone concordato salverà il mercato degli affitti contenendo i prezzi. È questa la speranza del sindacato degli inquilini. Tesi confermata anche dall’Uppi, l’unione dei piccoli proprietari immobiliari: i canoni di locazione rimaranno gli stessi.
Il timore più diffuso fra gli esperti del settore immobiliare nell’Empolese Valdelsa è la possibilità che con l’introduzione dell’Imu, i proprietari degli immobili dati in affitto, per recuperare parte dei soldi che spenderanno per pagare la tassa sulle loro seconde case, aumentino i canoni richiesti. Un’ancora di salvezza – come spiegano dal Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil - potrebbe essere la scelta di un contratto a canone concordato.
«Alcuni comuni del circondario Empolese Valdelsa – spiega Franco Belli – si stanno muovendo per introdurre una politica che possa indurre i proprietari degli immobili vuoti ad affittarli a canoni sostenibili». Capofila di questa iniziativa è il Comune di Vinci, che propone per chi affitta a canone concordato un’aliquota da pagare per la casa in questione identica a quella sulle prime case: aliquota che si aggira intorno al 4,5 per mille. L’imposta municipale unica salirà fino al nove per mille sulle case sfitte.
Anche nel Comune di Empoli ci sarà una distinzione fra immobili sfitti o con contratto libero e case affittate a canone concordato. Nel primo caso si parla di un’aliquota dell’8,7; si scende invece al 7,6 per i proprietari che hanno stipulato un canone concordato. «La differenza fra un contratto libero e un concordato – spiega Franco Belli – è prima di tutto la durata: quattro anni, rinnovabili di altri quattro per l’affitto libero, tre anni più due per il concordato. La distinzione più interessante sta nel fatto che con il contratto quattro più quattro il proprietario paga annualmente una tassa del ventuno per cento del canone percepito; nel contratto concordato la tassazione è del diciannove per cento».
Per fare un esempio su un’entrata annua di ottomila euro percepiti da un affitto il proprietario dell’immobile paga allo Stato 1.600 euro, mentre nel caso dell’affitto concordato le tasse scendono a 1.200 euro.
«L’onere aggiuntivo rappresentato dalla nuova Imu – spiega il professor Gilberto Baldazzi dell’Unione dei piccoli proprietari immobiliari – potrebbe stimolare i proprietari a recuperare parte dei soldi con un aumento del canone d’affitto, ma il mercato è contrastante. Infatti se da una parte la tendenza sarebbe di far salire i costi degli alloggi, dall’altra il gran numero di sfratti e la crisi del mercato immobiliare spingono alla riduzione dei canoni.La previsione più immediata – prosegue Baldazzi – è che i costi degli affitti, nonostante la nuova tassa da pagare sulle proprietà immobiliari, rimaranno invariati, o addirittura diminuiranno».
Le difficoltà nel mercato degli affitti sono confermate anche dagli esperti empolesi del settore. Il costo degli affitti è in discesa: i canoni di locazione hanno registrato - si tratta di dati relativi al secondo semestre del 2011 raffrontati con il semestre precedente - una diminuzione dei valori pari al 2,6 per cento sui bilocali e pari al due per cento per quanto riguarda i trilocali.
«La crisi economica – dice Franco Belli del sindacato degli inquilini Sunia – ha poi fatto sì che i canoni d’affitto, nonostante da due anni a questa parte abbiano mantenuto costante il loro importo, siano diventati nel novanta per cento dei casi insostenibili per le famiglie. Si registrano infatti almeno quindici sfratti al mese sul territorio del circondario Empolese Valdelsa».
Le previsioni degli esperti sono quindi ottimistiche: un mercato già in crisi, come quello degli affitti, non crollerà con l’introduzione dell’imposta municipale unica: i prezzi dei canone di locazione dovrebbero rimanere sostanzialmente gli stessi e un vantaggio, sia per i proprietari sia per gli inquilini, sarà rappresentato dalla possibilità di stipulare contratti a canone concordato.
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