Imu, ecco tutte le aliquote prima casa come l’Ici 2007
Abitazione principale al 4,5‰, sconto anche per gli affitti a canone concordato Stangata su capannoni e negozi: gli importi possono anche raddoppiare
FUCECCHIO. Salve le prime case, salassi in arrivo per tutti gli altri. Incentivati gli affitti a canone concordato, salvaguardate le abitazioni di proprietà di anziani che vivono in una casa di riposo. Il Comune di Fucecchio ha fissato le aliquote Imu: 4,5 per mille sulle prima abitazioni, 9,6 per (quasi) tutti gli altri fabbricati. Stasera alle 21 saranno discusse in consiglio comunale.
La prima casa. Il sindaco Toni ha mantenuto la promessa fatta a livello di circondario a tutti i cittadini dell’Empolese Valdelsa. L’aliquota minima (4 per mille) è stata leggermente ritoccata e portata al 4,5. Ma a conti fatti, in linea di massima, la cifra da sborsare per le famiglie sarà leggermente inferiore o uguale rispetto a quanto pagavano di Ici prima dell’abolizione decisa dal governo Berlusconi nel 2008. I più avvantaggiati sono coloro che hanno figli, visto che ogni under 26 dà diritto a una detrazione di 50 euro, che si aggiunge a quella di 200 euro generalizzata per chiunque ha una prima casa. La vecchia aliquota Ici a Fucecchio era fissata al 6,25 per mille con detrazione di 165 euro.
Negozi e capannoni. Per i proprietari di altri immobili, che essi siano case, fondi commerciali o capannoni, le notizie sono ben più amare. L’aliquota al 9,6 per mille fa schizzare l’Imposta municipale unica anche del 100% in più rispetto all’Ici (l’aliquota l’anno scorso era al 7 per mille). Una stangata annunciata.
Le agevolazioni. I proprietari di seconde case hanno però una strada per risparmiare: ricorrere all’affitto a canone concordato, calcolato cioè in base agli indicatori contenuti nell’accordo territoriale, frutto della contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari. In questo caso l’aliquota scende al 5 per mille. Un occhio di riguardo anche per gli anziani ricoverati in una Residenza sanitaria assistita e che hanno una casa di proprietà dove vive un familiare: anche in questo caso l’aliquota sarà del 4,5 per mille.
Gli sfitti. Nessun salasso ulteriore invece per i proprietari di immobili vuoti: «Abbiamo deciso di non colpire gli sfitti – spiega il sindaco Claudio Toni – perché in molti casi un immobile vuoto non è tale per scelta del proprietario ma per effetto della crisi».
Il ballo dei numeri. Entro il 18 giugno va versato il primo acconto pari al 50% calcolato sulle aliquote base (4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille su tutti gli altri immobili. Soltanto allora il Comune di Fucecchio avrà un quadro più chiaro del gettito complessivo. Secondo la stima del governo infatti nelle casse di piazza Amendola (che grazie all’Ici nel 2011 aveva incassato 3,1 milioni di euro) dovrebbero arrivare 5,4 milioni di euro, contro i 4,5 milioni stimati dall’amministrazione comunale guidata da Toni (1,7 milioni dalla prima casa e 2,8 milioni dagli altri fabbricati), che contemporaneamente deve far fronte anche a un taglio di trasferimenti statali superiore al milione e mezzo di euro. Il gettito relativo alla prima casa resta interamente al Comune, mentre quello sugli altri immobili verrà spartito con lo Stato, che tratterrà il 3,8 per mille; il restante 5,8 tornerà a Fucecchio.
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