Sparito da due mesi, era morto in casa seppellito dai rifiuti
Trovato cadavere dagli addetti di una coop che erano stati chiamati dai familiari a ripulire l’abitazione L’uomo, un pensionato di quasi ottant’anni, viveva da solo, senza luce né acqua né riscaldamento
LIMITE. “Carapellese” era scomparso due mesi e mezzo fa. A Limite lo conoscevano tutti, forse non come Rolando Romagnoli (il suo nome vero), ma come quell’anziano un po’ burbero ma innocuo che stava da solo in una casa malandata in via Ridolfi. Pochi i rapporti che aveva con la sua famiglia, viveva ormai da decenni a modo suo, in quelle tre stanze sporche, senza luce, senza acqua e senza riscaldamento. E i familiari rispettavano questa scelta. Le uniche cose che lo circondavano nel misero appartamento erano i suoi rifiuti, decine di sacchi neri dell’immondizia che non portava mai ai cassonetti. E che occupavano più di metà della casa. E qui, sotto chili e chili di sporco è morto per un malore ed è rimasto per tutto questo tempo.
Una storia, questa, di emarginazione di un uomo ormai ottantenne che si sentiva protetto solo dai suoi avanzi o rifiuti e che ieri ha avuto il suo epilogo. Ma anche il tintinnio di un campanello d’allarme che, alla scomparsa dell’anziano, è suonato subito tra paesani e parenti. E che solo per una tragica fatalità non ha portato nell’immediato alla verità.
Ieri mattina è stato trovato il corpo di Romagnoli (78 anni) ormai in stato di putrefazione: i parenti avevano incaricato una cooperativa di pulire il piccolo appartamento convinti ormai, dopo tutto questo tempo, che l’anziano si fosse allontanato da casa volontariamente. Dopo alcuni giorni che Romano Romagnoli non si faceva vedere più in paese erano partite le ricerche e i familiari aveva denunciato la scomparsa alla stazione dei carabinieri: era il 3 marzo scorso. La prima verifica che venne fatta dai parenti fu l’ispezione in casa: andarono in via Ridolfi, guardarono se c’era, se aveva lasciato qualche messaggio o se c’erano indizi per capire dove si fosse diretto. Trovarono solo due stanze piene di rifiuti, fino al soffitto.
Nessuno pensò che sotto cumuli di rifiuti potesse aver trovato rifugio il pensionato chissà per quale profano e sconosciuto motivo. In più l’odore della sporcizia si confondeva con quello che proveniva dal gabinetto senza acqua. E il tutto mascherava bene la presenza di un cadavere. Partirono allora ricerche nelle campagne vicino all’abitazione con l’aiuto, oltre a quello dei carabinieri, dei vigili del fuoco e dei volontari della Vab (che sono proprio a Limite).
Rolando Romagnoli venne cercato anche in riva all’Arno pensando anche a un suicidio.
Ma niente; non venne fuori nulla che potesse portare alla risoluzione della scomparsa. Pochi giorni fa i parenti si sono decisi a far ripulire quella casa da cui continua a provenire cattiva odore. Martedì la cooperativa Sole ha iniziato. E ieri mattina la triste scoperta. Romano Romagnoli probabilmente, forse per il freddo o perché in quel luogo impossibile si sentiva protetto, si era ricavato una specie di nicchia. E dentro questa, secondo quanto ipotizzato, andava a dormire. Qui ha avuto un malore ed è deceduto probabilmente tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo. Cause naturali, quelle della morte, tanto che il magistrato non ha disposto neppure l’autopsia. E Limite potrà dare una sepoltura più dignitosa all’anziano.
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