I colori di Fucecchio stregano il mondo
I pastello piacciono ai mercati di Usa e Asia, ma il grezzo latita
FUCECCHIO. Meno male che la pelle di moda va. E se «c'è una sola firma dietro le grandi firme: pelle italiana», come evidenzia la nuova campagna di Unic (Unione nazionale industria conciaria). Entrando nel dettaglio tra i pellami più ricercati dalle griffe, ecco quelli del pronto moda toscano, in cui le concerie fucecchiesi fanno la propria parte. Come a Lineapelle a Bologna, il cui consuntivo preoccupa per la mancanza di grezzo ma consola con la ripresa d'interesse sui mercati esteri, soprattutto asiatici e Usa.
Allarme grezzo. I problemi non sono soltanto quelli di vendere, ma… di acquistare. «Il grezzo non si trova, manca la materia prima, e di conseguenza i prezzi si alzano anche per il conciato – racconta Mauro Campigli, conceria Rinaldi – va inoltre tenuto anche presente che la settimana scorsa c'era la fiera a Hong Kong e dunque alcuni degli interessati hanno già visto i pellami. Sembra che qualcosa in meglio, come prospettiva, ci sia».
Vacchetta estiva. La vacchetta, molto colorata, con i colori pastello torna a nuova vita. Così è adatta anche per sandali estivi. E il cliente, pur di avere pellame di qualità, è disposto anche a spendere un po' di più, se vuole a sua volta un articolo di moda, racconta Martina Squarcini, conceria Il Ponte.
Via-Vai. Da Pellegrini group è un continuo afflusso di acquirenti stranieri. Racconta Sara: «Chiedono non una novità, ma tante. Per poter valutare quella che fa al caso loro. E noi da anni siamo un punto di riferimento per l'innovazione. Per la prossima stagione, naturalezza e colori accesi».
Al passo con i tempi. Alla conceria La Conchiglia – sede a Santa Croce sull'Arno ma titolari di Galleno e Ponte a Cappiano – Renzo Botrini osserva: «A noi è andata bene, ma anche parlando con altri conciatori si hanno sensazioni positive. Croste scamosciate e bufali anche nei colori pastello, da 50 anni al passo con i tempi».
Pitone e Velluto. «Sto lavorando alla collezione estiva 2013 – aggiunge la stilista Azzurra Gronchi, che ora abita a Fucecchio – con i pellami della conceria Samanta. Da luglio, o da settembre, si vedrà nelle vetrine la collezione invernale 2012/13. Posso anticipare che per quella successiva, invernale la mia ispirazione è stato l'Egitto, il deserto, l'oro e soprattutto pitone e velluto».
Naturale. Lo stand più affollato è Dallas. Insieme al figlio Cristiano, Giovanni Catastini è alle prese con i clienti stranieri. «Vogliono prima di tutto pellame dall'aspetto naturale – conclude – ma che abbia le caratteristiche della moda: leggerezza e resistenza. E comunque un aspetto nuovo, per la scarpa in vetrina».
Test. Graziano Bellini di Galleno – aggiunge alla conceria Dingo: «La nostra pelle conciata al vegetale sembra immutabile nel tempo, e invece ha innovazioni tecniche che consentono di resistere sempre più ai test e ai trattamenti cui viene sottoposta. Prestazioni impensabili fino a qualche tempo fa, ormai indispensabili».
Da oriente. «È stata la fiera dei nuovi mercati, Cina e India, e dei nuovi clienti in cerca di articoli fashion che non possono fare perché mancanti dell'indotto – osserva Valerio Testai, allo stand della conceria Vecchia Toscana –. Pellami per i quali partiamo dalla ricerca e arriviamo al gusto, ma tenendo presente anche il basso impatto ambientale, dunque senza più nessun metallo pesante». Nello stand anche i consulenti Romanello Manzi e Patrizia Rossi.
Esperienza e creatività. Tira le fila il sindaco Toni: «Il mercato è alla ricerca di novità, frutto di creatività ed esperienza, dalle croste bovine ai rettili come pitone e coccodrillo. Qui si trovano, e sul prezzo finiscono per accordarsi. E' il trionfo dei colori pastelli, delle pelli lucidissime e morbidissime, di proposte per calzature e borsetterie, ma anche per abbigliamento e arredamento navale».
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