Il Tirreno

Empoli

Caccia a seimila debitori evasi quasi due milioni

di Francesco Turchi
Caccia a seimila debitori evasi quasi due milioni

La Camera di commercio ha incaricato Equitalia di inviare le cartelle esattoriali Nel mirino le imprese che non hanno versato la quota d’iscrizione del 2009

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EMPOLI. La Camera di commercio dà la caccia ai debitori dell’Empolese Valdelsa. Sono oltre seimila le cartelle esattoriali in arrivo alle imprese del circondario per il mancato pagamento del diritto annuale relativo al 2009. Grazie a questa operazione la Camera di commercio conta di recuperare quasi due milioni di euro. Ma c’è un altro aspetto che è lo specchio della crisi: il trend di morosità è in crescita costante negli ultimi anni e l’aumento dei morosi rispetto alla stessa operazione effettuata sull’annualità 2008 è del +19%.

Il diritto annuale. È il tributo che ogni azienda, iscritta o annotata nel Registro delle imprese, è tenuta a versare alla Camera di Commercio di riferimento. Ma c’è chi si è dimenticato, chi ha pagato soltanto una parte e chi invece proprio non ha versato la quota, complice anche la crisi economica: «Per ora non pago, poi si vedrà». A queste vanno aggiunte le imprese cessate ma non cancellate, che non sapevano di dover continuare a pagare. Ma è decisamente difficile farla franca perché periodicamente gli uffici del “diritto annuale” passano al setaccio tutte le posizioni delle oltre 100mila imprese della provincia. Schedano le “morose” e passano la palla a Equitalia, che a distanza di tre anni presenta il conto. L'iter. Dalla banca dati della Camera di commercio fiorentina è stata estrapolata la lista dei debitori, che si aggira per il 2009 sulle 30mila unità. Il 20% di queste imprese ha sede nell'Empolese Valdelsa, che dovranno versare circa un milione e mezzo di euro, al quale vanno aggiunti gli interessi di mora e l'aggio che spetta alla concessionaria dei tributi. Ma secondo le stime – frutto dell’esperienza – della Camera di commercio, in tempi stretti sarà recuperato l’80% del credito, mentre per il restante 20% ci vorranno mesi o anche anni.

Quanto pagano. Le ingiunzioni sono di importo variabile da poco più di cento euro a migliaia di euro. Questo in base anche allo scaglionamento degli importi del diritto annuale previsto dalla Camera di commercio. Le imprese iscritte alla sezione ordinaria (individuali, consorzi, cooperative, società di persone, società di capitali), pagano infatti da un minimo di 240 euro se il loro fatturato è inferiore a centomila euro, a un massimo di quarantottomila euro per un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, mentre imprese individuali, società semplici e società tra avvocati pagano tra 105 e 204 euro.

Cosa fare. L'importo richiesto nella cartella di pagamento potrà essere pagato tramite il bollettino allegato, in banca o alla posta o direttamente agli sportelli di Equitalia Cerit. Scaduti i sessanta giorni dalla notifica dell'atto, l'agente della riscossione farà partire le azioni di recupero forzoso con pignoramento e fermi amministrativi .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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