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La Rsu della Sammontana: guai a toccare l’articolo 18
Niente modifiche all’articolo 18 perché è garanzia di civiltà. Questo lo slogan con cui la rappresentanza sindacale unitaria della Sammontana invita alla mobilitazione in difesa della norma...
EMPOLI. Niente modifiche all’articolo 18 perché è garanzia di civiltà. Questo lo slogan con cui la rappresentanza sindacale unitaria della Sammontana invita alla mobilitazione in difesa della norma che tutela i lavoratori dipendenti. L’appello è rivolto alle altre rsu del circondario e alla Cgil ma anche alle forze politiche e alla società civile.
«L'avvento di un Governo presieduto dal professor Mario Monti - scrive la Rsu della Sammontana nell’appello - formato da un pool di arroganti e spregiudicati ministri, aventi, guarda caso, tutti quanti redditi da capogiro, ha deciso di colpire pesantemente tutto un mondo del lavoro già duramente provato da un pesante contesto di crisi economica: dopo avere deciso di mandare i lavoratori in pensione a 67 anni e dopo avere ripristinato una tassa ingiusta e pesante sulla prima casa, provvedimento quest'ultimo, che già si unisce all'aumento dell'Iva e all'ulteriore incremento delle accise sui carburanti determinando nel nostro paese il primato infausto di una benzina diventata di gran lunga e in assoluto la più cara d'Europa, adesso lo stesso esecutivo, provvede senza mezzi termini a dare il via alla manomissione dell'articolo 18 rischiando di creare una sorta di vero e proprio allarme sociale gettando sul lastrico migliaia di lavoratori insieme alle proprie famiglie e dimostrando di rivelarsi soprattutto una compagine governativa a spiccata vocazione massonica, ovvero che agisce a favore dei pochi e a scapito dei tanti, e dimostrandosi di conseguenza tutt'altro che vicina ai problemi reali del paese e delle persone».
Da qui la domanda avanzata in forma retorica dalla rappresentanza sindacale: è di questi provvedimenti che aveva bisogno il paese? La risposta del sindacato ovviamente è no.
«Bene ha quindi fatto la Cgil - prosegue il comunicato - ad opporsi a questo ennesimo tentativo maldestro di giocare sulla pelle dei lavoratori, ma ora è arrivato il momento di rompere gli indugi e di dare il via a una forte ed efficace opposizione sociale: siamo convinti che un altro paese è possibile. Rivolgiamo quindi un forte appello a tutte le rsu di ogni luogo di lavoro, alla Cgil, alla politica, a tutta la società civile affinché venga dato inizio ad una lunga stagione di larga mobilitazione, predisponendo una strategia finalizzata a durare nel tempo e legandola sia alla rivisitazione di questi ingiusti e inaccettabili provvedimenti, sia soprattutto al ripristino di una netta inversione di tendenza dei rapporti sociali nel paese».
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