Interrogazione sulla bolletta dell’acqua più cara d’Italia
EMPOLI. Acqua “cara” e mancato rispetto dell’esito referendario. Sulle due questioni il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, insieme ad Erica Franchi, Piergiuseppe Massai, Salvatore...
EMPOLI. Acqua “cara” e mancato rispetto dell’esito referendario. Sulle due questioni il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, insieme ad Erica Franchi, Piergiuseppe Massai, Salvatore Barillari, Carla Cavaciocchi e Leonardo Comucci, ha presentato un'interrogazione alla giunta provinciale.
«L’acqua che sgorga dai rubinetti della Toscana è la più cara d'Italia – si legge nell’interrogazione – con un costo medio annuo pro capite di 370 euro, contro la media di altre regioni di 270 euro. Inoltre l'esito referendario del 12 e 13 giugno 2011 aveva abolito il 7% per la remunerazione del capitale alle società che investono nelle reti idriche». Ma le cose sono andate diversamente: «Il Forum Toscano dei movimenti per l'acqua ha denunciato al Tar della Toscana i 57 sindaci dell'ex Ato 2 Toscana Basso Valdarno per le delibere del 6 dicembre 2011 che in modo illegale riproponevano, nella tariffa fino al 2021, la renumerazione del capitale investito appena cancellata dal voto referendario. Nelle stesse delibere appare un ulteriore profilo di illegittimità perché prevede un prolungamento del rapporto di affidamento del Servizio idrico integrato alla Società Acque Spa per un periodo di cinque anni, successivamente alla scadenza originariamente prevista al 2021, in contrasto con il generale principio dell'evidenza pubblica ed anche con il diritto alla libera concorrenza». I consiglieri del Pdl chiedono alla giunta «quali interventi intende sostenere in merito al “caro acqua”, dopo le segnalazioni del Ministero dell'Ambiente alla Regione sul “caro bolletta” e sulla carenza di investimenti sulla manutenzione e l'ammodernamento della rete idrica, oltre al ricorso amministrativo promosso dal Forum dei movimenti per l'acqua contro le delibere dell'ex Ato 2 che ha illegittimamente inserito nelle tariffe la voce abrogata dall'esito referendario». I consiglieri chiedono inoltre «se siano già state promosse azioni tese a promuovere il rispetto dell'esito referendario sull'acqua, oltre a verificare i corretti investimenti sulla manutenzione e sull'ammodernamento della rete idrica».
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