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Eredi Pucci contro la Provincia fanno causa e incassano milioni

Eredi Pucci contro la Provincia fanno causa e incassano milioni

Vinto il ricorso contro gli espropri dei terreni per la cassa di espansione Madonna della Tosse Situazione paradossale: l’area su cui è stata realizzata l’opera pubblica è di nuovo proprietà privata

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CASTELFIORENTINO. Se finirà bene i contribuenti della Provincia fiorentina spenderanno tre milioni. Ma per loro potrebbe andare anche peggio. Il motivo dell’esborso è per metter fine al paradosso in cui si trovano ora: avere un’opera pubblica (e importante contro le alluvioni) su un terreno privato, quello della famiglia nobile fiorentina Pucci. Tutto questo perché è stata vinta una causa partita da un’indennità di esproprio giudicata troppo esigua per i terreni della cassa di espansione Madonna della Tosse, vicino a Granaiolo.

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l’esito del primo e secondo grado, ora Provincia e famiglia Pucci stanno trattando perché l’ente dovrà comunque acquistare il terreno. Ma a che prezzo si concluderà l’affare ancora non è affatto chiaro.

A creare il problema all’inizio è stato il fatto che, come spiega lo stesso assessore al bilancio della Provincia Tiziano Lepri, «non ci sono leggi che indicano le tariffe degli espropri». Circa dieci anni fa la Provincia offrì ai proprietari un’ indennità come se i terreni per costruire l’opera fossero agricoli. Valutazioni minime che accontentarono solo una parte dei proprietari espropriati.

La famiglia Pucci, che aveva la parte più importante interessata dalla cassa di espansione (circa tre ettari), invece non accettò queste quotazioni. La Provincia andò avanti con l’esproprio e gli eredi dello stilista e deputato del Parlamento Emilio Pucci scelsero la strada della causa. Primo grado, appello e Cassazione, la sentenza è stata univoca: il giudice ha riconosciuto l’illegittimità dell’esproprio per cui oggi ci si ritrova nella situazione in cui un’opera pubblica costata circa tre milioni (e terminata nel 2005) è su un terreno di un privato. In sostanza la Provincia occupa questo terreno a titolo illegittimo.

Da qui la necessità di acquistare senza indugi il terreno. Il giudice non ha riconosciuto una cifra da corrispondere alla proprietà. E per questo è in corso una trattativa tra la Provincia e la famiglia Pucci.

«Vogliamo acquistare questo terreno - spiega l’assessore Lepri - e vogliamo riuscire ad ottenerlo a un prezzo equo». Da alcune stime fatte dagli uffici della Provincia, la somma per acquisire l’area già dotata di tutti i sistemi anti-allagamento si potrebbe aggirare sui tre milioni di euro. Ecco perché questa cifra è stata accantonata nel bilancio triennale dell’amministrazione provinciale.

Ci sono poi altri ottanta ettari che costituiscono l’area in cui esiste la probabilità di allagamento una volta ogni qualche decennio. «Questa area non verrà comprata dalla Provincia - spiega Lepri - ma dovrà essere versata una cifra per la servitù».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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