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La Cgil plaude Rossi ma il Pd lo bacchetta: fai il criceto mannaro

di Luciano Menconi
La Cgil plaude Rossi ma il Pd lo bacchetta: fai il criceto mannaro

Dopo il sindaco di Vinci Parrini anche il segretario Barnini prende le distanze dal governatore per le critiche al premier

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EMPOLI

Dopo Dario Parrini, anche Brenda Barnini prende le distanze dal presidente della Regione e dalle sue critiche al premier Monti. Il segretario della federazione Pd dice la sua attraverso la pagina Facebook personale: un intervento duro contro il governatore, paragonato al criceto mannaro, il personaggio di un gioco di ruolo - il Lupus in Tabula - che si caratterizza per il fatto di non appartenere a nessuna delle fazioni in campo e di concorrere solo per se stesso. Insomma una figura tutt’altro che positiva, emblema della capacità autodistruttiva di una comunità più che del necessario spirito di solidarietà che dovrebbe essere condiviso da chi fa parte di un partito.

Criceto mannaro. «Da un po’ di tempo - scrive Brenda Barnini - anche il presidente Rossi sembra aver pescato la carta del criceto mannaro: l’intervista di sabato sul “Foglio” va in questa direzione: ma poi si può seriamente farsi ritrarre in un attacco al liberismo e al turbo-capitalismo sorseggiando una Coca Cola davanti a Spizzico?» Quindi un’altra stilettata niente male: «Forse è arrivato il momento di lasciare il mazzetto di carte da lupus per lo svago serale e impegnare le giornate a costruire una risposta precisa alla domanda precisa: cosa vuol fare il Pd dopo Monti? Non con chi, non con quale slogan né con quale leader, ma cosa? Secondo me la risposta precisa già c’è, basterebbe non doversela rammentare tutti i giorni come un mantra e cominciare a praticarla laddove (guarda caso in Toscana) siamo già al governo».

Fluvi più cauto. Richiamo a pensare di più a governare la Toscana e meno al profilo di Monti arriva anche dall’on. Alberto Fluvi, coordinatore AreaDem Toscana. «In troppi - dice - hanno la testa fuori dalla Toscana. E' questa la sensazione che si ha guardando al dibattito interno al Pd. Eppure, non è questo il modo migliore per accrescere il peso specifico del partito toscano nel confronto interno al Pd. Il Pd toscano è forza di governo in Regione, nelle Province, in gran parte dei Comuni. E' da qui che può venire il miglior contributo alla costruzione di un partito riformista di stampo europeo; di quel partito che può rappresentare la sintesi delle migliori tradizioni riformista che hanno attraversato il secolo scorso. L'attuale esecutivo - prosegue Fluvi - sta provando, anche con il nostro concorso, a rimettere l'Italia lungo la strada del rigore, dell'equità e della crescita. Non siamo sicuramente approdati nel migliore dei mondi possibile, ma di fronte all'urgenza di mettere al primo posto l'Italia, rimane difficile misurare di volta in volta il grado di coincidenza fra le nostre convinzioni e le decisioni del governo. E la Toscana? Il nostro modello di sviluppo che ha segnato la crescita economica e non solo della Toscana dal secondo dopo guerra ad oggi, è in grado di far fronte alla sfide che abbiamo di fronte?Di fronte a mercati sempre più internazionalizzati e davanti alla scarsità di risorse pubbliche, istituzioni locali e sistema di welfare sono in grado, seppur aggiornandosi, di garantire altri decenni di sviluppo sostenibile?Forse se suonassimo questo spartito, anche con strumenti differenti, saremmo in grado di dettare meglio l'agenda del confronto politico ed istituzionale».

Cgil con Rossi. Chi invece si schiera apertamente con Rossi è la Cgil. «Non c'è dubbio - afferma Rossano Rossi, neo segretario della Cgil Empolese Valdelsa - che il professor Monti abbia ricostruito l'immagine del Paese all'estero, così come è innegabile che abbia prodotto risultati positivi per lo spread ed il costo del nostro debito. Detto ciò, dobbiamo constatare che non c'è nessun altro indicatore economico e sociale che mostri analoghi risultati, a partire dalla crescita che è in caduta libera, così come lo sono occupazione e redditi. Infatti le politiche economiche e sociali del Governo Monti non sono politiche neutre ma riconducibili ad una impostazione di destra europea, in sostanziale sintonia con i Governi conservatori di Francia e Germania. Il rigore lo abbiamo avuto, l'equità e la crescita assolutamente no! La controriforma delle pensioni non è per noi un capitolo chiuso: continueremo a mobilitarci per cambiarla. I tagli agli Enti locali vanno contrastati con determinazione, anche l'Imu peserà sulle tasche delle famiglie. Nella discussione che si è aperta sulla stampa anche nel nostro territorio, c'è bisogno di un punto chiaro di posizionamento: le misure del Governo Monti non sono misure progressiste. La Cgil - conclude Rossi - sta con i lavoratori, i disoccupati, i precari, i pensionati, meno con i neofiti dello Spread».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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