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Il paese di Torre trasformato in velodromo
Migliaia di appassionati hanno fatto da cornice al cinquantesimo Gran Premio di ciclismo
FUCECCHIO
L’avevamo annunciato come un appuntamento da non perdere per gli appassionati delle due ruote la classicissima di inizio stagione che si è svolta domenica a Torre, la frazione collinare fucecchiese, dove ha avuto luogo, con un successo andato oltre le più rosee previsioni, l’edizione numero cinquanta del gran premio di ciclismo riservato alla categorie dilettanti elite e under 23.
Siamo stati profeti in patria, perché gli appassionati di ciclismo hanno risposto in migliaia assiepati lungo i quattro chilometri di saliscendi che contraddistinguono il circuito torrigiano.
Che sarebbe stata una domenica da incorniciare lo si era capito già dalla mattina dal numeroso pubblico che ha assistito alla presentazione delle squadre partecipanti ed al via ufficioso della gara, per l’occasione dei cinquanta anni, avvenuto da piazza Montanelli. Dopo il via e la passerella dei ciclisti (133 partenti su 144 iscritti) nelle strade del centro storico il gruppo si è fermato qualche secondo nella piazza San Gregorio di Torre dove la corsa, come di consueto, ha preso il via. Prima e durante la gara la frazione è stata presa letteralmente d’assalto da sportivi ed appassionati delle due ruote. Uno spettacolo nello spettacolo quello che si è svolto domenica a Torre.
Grazie all’eccellente lavoro dell’organizzazione coordinata da Rino Testai e figli, ai quali va aggiunta la collaborazione degli sponsor, della Contrada, della Pro Loco e di tutto il personale impegnato sul circuito, la frazione fucecchiese ha veramente dato un esempio di come questa manifestazione bella, genuina e popolare rappresenti lo specchio di un paese e dei suoi abitanti. Una giornata di festa e di sport che è entrata nella storia e che molti torrigiani racconteranno a figli e nipoti con il classico: quel giorno c’ero anch’io. Per la cronaca la vittoria è andata a È andata a Nicola Testi (Hopplà Wega Truck), che ha preceduto Francesco Manuel Bongiorno, suo compagno di squadra, e Ivan Balykin della Petroli Firenze.
Graziano Banchini
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