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Coca Cola, addio doloroso gli esuberi sono saliti a 52

di Francesco Turchi
Coca Cola, addio doloroso gli esuberi sono saliti a 52

Oltre ai dodici dipendenti del magazzino, coinvolti anche commerciali e tecnici. Accordo firmato in Confindustria: la procedura sarà completata entro un anno

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Una (brutta) sorpresa nella vicenda della Coca Cola. Gli esuberi non sono dodici, come aveva confermato l’azienda attraverso una nota stampa. Ma cinquantadue. Perché oltre ai lavoratori del magazzino, sono coinvolti anche i tecnici e i dipendenti del commerciale.

La vicenda. Come avevamo scritto due giorni fa, la Coca-Cola è intenzionata a chiudere il deposito di via dell’Industria a Fibbiana, in «conseguenza del processo di riorganizzazione delle attività di Coca-Cola Hbc Italia a seguito del piano di crescita e acquisizioni degli ultimi anni, che rende necessaria una diversa organizzazione logistica».

L’ipotesi. Sulla vicenda i sindacati tengono la bocca cucita, sostenendo che sia in corso una delicata trattativa. L’intenzione di Coca-Cola sarebbe infatti di affidare il magazzino a una cooperativa, che costa meno e svolge le stesse funzioni. E Cgil e Cisl starebbero cercando di traghettare i lavoratori del magazzino all’interno della cooperativa, mantenendo invariati diritti e salari.

L’accordo. Ma il dramma è esteso ad altri quaranta lavoratori del centro di distribuzione per la Toscana e l’Italia centrale di Montelupo, che ora dovranno scegliere: andare a lavorare in un’altra regione o la mobilità. La vicenda è riassunta nel verbale dell’accordo firmato in Confindustria a Firenze tra i rappresentanti di Coca-Cola Hbc srl, Pietro Colangelo e Sabrina Tambone, la Rsu rappresentata da Mauro Bondi e Massimiliano Gori e i sindacati Flai-Cgil, con Sandra Cappellini ed Emilio Sbarzagli della Fai-Cisl. In un primo momento, nello scorso dicembre, la multinazionale aveva quantificato gli esuberi in 96. Nelle successive riunioni «sono state cercate soluzioni alternative al licenziamento ed esaminate le possibilità di ricorrere a misure sociali di accompagnamento».

L’esito. Alla luce di tutto questo il numero degli esuberi è sceso a 52 unità «mediante ricollocazione all’interno dell’azienda e/o aziende controllanti, controllate o collegate, anche con mansioni diverse da quelle attualmente svolte, nonché in sedi diverse da quella attuale».

Il criterio. L’individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità avverrà con il seguente ordine di priorità: possesso dei requisiti per l’ottenimento della pensione, o all’atto della comunicazione della messa in mobilità ovvero entro il periodo di permanenza nelle liste di mobilità; non opposizione alla collocazione in mobilità; esigenze tecnico-organizzative.

Il termine. Il rapporto tra i lavoratori «eccedenti e l’azienda avrà termine a tutti gli effetti entro il 31 marzo 2013. Ai lavoratori collocati in mobilità saranno corrisposte misure di sostegno economiche determinate con separata intesa».

Le cifre. E infatti nella stessa occasione sono stati anche quantificati gli incentivi all’esodo: 25mila euro (lordi) ai lavoratori con rapporto a tempo pieno che non hanno i requisiti contributivi per andare in pensione e 4mila euro a chi invece i requisiti li ha. Ai lavoratori ai quali, contestualmente alla risoluzione del rapporto di lavoro venga offerta una ricollocazione per il tramite di Coca-Cola Hbc, l’incentivo sarà così ripartito: fino a 10 anni di anzianità lavorativa, 2mila euro; tra 10 e 20 anni, 5mila euro e oltre i venti anni, 8mila euro. Tutte le cifre sono lorde. Infine, ai lavoratori a cui sarà concessa la ricollocazione in altra posizione/sede all’interno dell’organizzazione aziendale, non sarà riconosciuto alcun trattamento economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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