Parri a Lipari nei ricordi di Busoni
Viveva una vita schiva, chiusa, dedita in gran parte allo studio
«Quasi nello stesso tempo in cui Emilio Lussu e Carlo Rosselli, ciascuno dopo mesi di carcere, erano giunti a Lipari dove fecero conoscenza con Fausto Nitti, col quale compirono poi quella clamorosa fuga di cui dirò, era arrivato anche Ferruccio Parri che viveva in una camera di Villa Diana con la moglie e il figlioletto dai quali era stato raggiunto nell'isola». È ancora l'empolese Jaures Busoni, che ci racconta dal suo confino nell'isola di Lipari vita e aneddoti sulle personalità di spicco dell'opposizione clandestina al fascismo. Ritratti puntuali, profili psicologici inediti disegnati attraverso le abitudini quotidiane; nell'isola il socialista Busoni conoscerà tutti i più importanti esponenti della Resistenza, molti poi fra i protagonisti della storia repubblicana.
Sia Rosselli sia Parri avevano dovuto scontare dieci mesi di carcere a cui erano stati condannati dopo il processo per l'espatrio clandestino di Filippo Turati, organizzato insieme a Sandro Pertini e altri. «Colui che doveva poi divenire il leggendario "Maurizio" della lotta di Liberazione, viveva a Lipari una vita schiva, chiusa, dedicata quasi completamente allo studio e al lavoro: attività di collaborazione a periodici, a istituti di cultura, a case editrici. Parri era arrivato a Lipari dopo il carcere, nell'ottobre del 1927, per scontare cinque anni di confino. A passo lento faceva delle passeggiate spesso col suo "Dodo" per mano e sempre era raggiunto e accompagnato da confinati orgogliosi di conversare con lui che era con tutti cordialissimo e si rivelava un ragionatore acuto, calmo ma penetrante».
Paolo Santini
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