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Empoli

 

Lunedì i funerali del sub morto mentre lavorava

Lunedì i funerali del sub morto mentre lavorava

Le esequie alle 15,30 nella chiesa di Pozzale a Empoli. Francesco Vezzani verrà poi sepolto nel cimitero di Santa Maria

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CASTELFIORENTINO. E’ stata eseguita ieri mattina, all’obitorio di Rosignano marittimo, l’autopsia sull salma di Francesco Vezzani, 38 anni, il sub castellano morto nelle acque di Punta Righini, vicino a Castiglioncello, mentre stava controllando un impianto collocato in profondità.

Oggi la salma del professionista, con una lunga esperienza alle spalle e originario di San Miniato, arriverà a Empoli, alle cappella della chiesa di San Giuseppe nella frazione di Casenuove. Domani alle 15,30 è previsto il funerale, curato dalla Misericordia, nella chiesa di Pozzale, sempre a Empoli.

Francesco Vezzani verrà poi sepolto nel cimitero di Santa Maria (la famiglia ha chiesto non fiori ma donazioni alla fondazione Casa Santi Arcangeli di Barberino). Intanto vanno avanti le indagini sul motivo dell’infortunio che ha portato alla morte giovedì del sub castellano. Il sostituto procuratore di Livorno Massimo Mannucci ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo.

Il sub stava lavorando a un ondametro per conto della 40 South Energy. Il titolare della società Michele Grassi (con sede legale a Londra e operativa a Pisa) è stato iscritto tra gli indagati. Lo stesso magistrato, oltre all’autopsia, non esclude altre perizie tecniche, visto che la legislazione in tema di sicurezza durante le immersioni è piuttosto complicata.

«Sulle nostre immersioni abbiamo un piano-sicurezza che corrisponde in pieno alla normativa». Questa la difesa di Grassi, che è fondatore e titolare della 40 South Energy, che già ieri ha rimandato al mittente le accuse sulla sicurezza in mare adottata dalla sua società.

«La nostra azienda - spiega ancora Michele Grassi - adotta un piano di sicurezza che addirittura non prevede quello che in gergo viene chiamato “fuori curva” durante l’immersione.Dunque, una misura che riduce davvero al minimo i rischi. Inoltre Francesco Vezzani, tra l’altro responsabile della sicurezza, era dotato come da prassi di un computer che segnala i tempi dell’immersione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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