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Acqua sporca e rifiuti il degrado scorre nel Rio

 «Laddove cantavano tanti ranocchi/ il Rio fa ora schifo da chiudere gli occhi». Lo scrive un lettore che ha inviato anche la foto, scattata nei pressi del ponte sul Rio in via Napoleone

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FUCECCHIO

«Laddove cantavano tanti ranocchi/ il Rio fa ora schifo da chiudere gli occhi». Lo scrive un lettore che ha inviato anche la foto, scattata nei pressi del ponte sul Rio in via Napoleone Bonaparte, prima della rotonda di via Pistoiese sulla Strada Provinciale 11.

Un’immagine che non ha niente di poetico, e che è assai eloquente. Come si vede, l’acqua è di tutti i colori più sporchi, per sversamenti di provenienza ignota. Il letto del torrente è attraversato da sponda a sponda da una specie di fascia nera, che non si sa cosa serva a trattenere. O magari era una rete per proteggere le finestre delle case vicine? Ci sono anche scarichi solidi.

Come i sacchetti d’immondizia che sono sulla sponda sinistra, e anche sul ciglione, sempre da quella parte.

Rifiuti apparentemente domestici che anziché finire nella raccolta differenziata hanno preso una cattiva strada. E magari chissà cosa contengono, perché altrimenti non ha senso abbandonarli in giro, rischiando una multa se si viene identificati. C’è anche maleodoranza nell’aria, chissà se per la poca acqua sul fondo, oppure per qualcosa che dopo esservi stato gettato, ristagna.

«E se oltre ad essere maleodorante comportasse anche dei rischi per la salute?» si chiede il lettore fucecchiese. Il percorso sul marciapiede, quando diventa pedonale/ciclistico, viene utilizzato dagli anziani che vanno al cimitero a piedi, oppure tempo permettendo in bicicletta, i quali vedono lo stato del degrado meglio di chi passa in automobile frettolosamente.

«Tra l’altro il Consorzio di bonifica fa pagare la manutenzione del Rio, a chi risiede lungo il corso. E allora perché i controlli non li fa mai? Non si può soltanto incassare: giusto far pagare, ma va garantito anche un servizio». E anche il verde su entrambe le sponde avrebbe bisogno di una sfalciata. E poi ci si domanda perché non ci sono più i ranocchi, e le raganelle, che in primavera cominciavano a farsi sentire.  Forse si dovrebbe garantire loro un ambiente migliore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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