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Azienda di Mercatale arreda le case mobili dei big del Moto Gp
La Chelini Italian Project vince un concorso internazionale «Così abbiamo conquistato questo mercato così speciale»
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I grandi camion adagiati nel retro della Chelini Italian Project di Mercatale, gireranno il mondo e ospiteranno alcuni dei grandi piloti del Motomondiale. Saranno sicuramente “in pista” il prossimo 6 aprile, quando in Qatar scatterà ufficialmente la rassegna iridata. Il marchio di fabbrica parla tutto nostrano.
La Chelini Italian Project di Mercatale, azienda che progetta e realizza in proprio interni raffinati ed eleganti, è stata incaricata di arredare, niente meno, che due motorhome del prossimo mondiale di moto. Da pochi giorni gli operai hanno finito di allestire la casa a quattro ruote della Forward, squadra motociclistica di Lugano. In pratica il loro grosso tir di quattordici metri è diventato una vera e propria casa mobile per i piloti Alex De Angelis e Yuki Takahashi, impegnati nei gran premi della Moto 2 a spasso per il mondo.
Ma non è finita qui, visto che l’azienda di Mercatale ha iniziato a realizzare adesso anche la dimora base, o paddock per dirla nel gergo motoristico, destinata alla Moto Mondiale e al noto pilota Colin Edwards. «Abbiamo presentato, attraverso un concorso a livello internazionale, i nostri progetti di arredamento alle case motociclistiche e sono piaciuti - spiega Massimo Chelini, titolare insieme al fratello Luca e a Marco Desideri della Chelini Italian Project - dunque ci sono stati recapitati i due grandi camion vuoti, che abbiamo provveduto ad arredare completamente in collaborazione coi nostri partner: la Ald e la Berni di Empoli, la Boma Tech di San Miniato e la Tosconova di Quarrata. Dietro a questo lavoro c’è stato un lungo e attento studio dei materiali e della disposizione degli arredi. Ovviamente rispettando le esigenze di chi andrà ad abitarlo».
In pratica i mezzi curati dall’azienda, sono diventati delle vere e proprie case su quattro ruote, eleganti e con tutti i confort. Lunghi quattordici metri, larghi due metri e mezzo e alti quattro. In totale trentaquattro metri quadrati su gomma. «A bordo i piloti hanno a disposizione tutto il necessario per stare comodi - spiega ancora Chelini - c’è una zona officina con lo spazio per le moto, oltre alla zona relax con l’area spogliatoio per i piloti e i servizi sanitari. Una zona bar e anche un salottino con tanto di monitor a disposizione di tecnici e piloti per vedere le prove o effettuare riunioni».
La Chelini Italian Project, sette dipendenti, arreda case in tutto il mondo puntando sull’innovazione e la qualità. «Lavoriamo in Svizzera, Germania e Russia - sottolinea Massimo Chelini - abbiamo curato progetti in Qatar e negli Stati Uniti d’America, a Miami per la precisione, e nonostante la crisi siamo in espansione. Il trucco? Investire tutto sulla specializzazione - continua Chelini - su sistemi di arredo personalizzati e brevettati, in poche parole innovativi. Ci siamo specializzati, per esempio, nella boiserie: una copertura delle pareti con pannelli di legno, variamente intarsiati, incisi e intagliati. Nel 2006 abbiamo ottenuto alcuni brevetti per modelli e disegni ornamentali di queste particolari lavorazioni. Tutto questo ci permette di essere differenti sul mercato, di ritagliarci uno spazio tutto nostro e di essere quindi competitivi in tutto il mondo».
Proprio con questa formula la Chelini - che è nata negli anni Cinquanta a Empoli dall’idea di Emilio Santini, oggi fiore all’occhiello nella costruzione e progettazione degli arredamenti - è dunque entrata anche nel giro delle grandi corse motociclistiche internazionali. «Per allestire un motorhome - conclude Chelini - servono circa tre settimane di sforzi. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando con grande impegno ed energia per completare al meglio quello che ci è stato chiesto. D’altronde l’occasione è troppo importante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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