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Guerra al lavoro nero e irregolare a Montelupo il record dei casi

Guerra al lavoro nero e irregolare a Montelupo il record dei casi

Negli ultimi dodici mesi sono più che raddoppiate nel circondario e nel resto della provincia le ispezioni che hanno consentito di individuare situazioni di illegalità più o meno grave

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EMPOLI

Lavoro nero e irregolare nel mirino della Guardia di Finanza. Nel corso del 2011 l’attività di controllo dispiegata nell’Empolese Valdelsa e nel resto della provincia ha portato alla luce un numero record di casi più o meno gravi. Le ispezioni, condotte dalle Fiamme gialle spesso insieme alla Direzione provinciale del lavoro, hanno consentito di individuare 359 lavoratori impiegati in violazione delle norme di legge. In particolare negli ultimi dodici mesi il numero relativo ai casi di lavoro irregolare (ossia di persone regolarmente assunte ma inquadrate secondo posizioni diverse da quelle effettivamente svolte, oppure inquadrate con un orario di lavoro diverso da quello previsto da contratto ovvero con un salario diverso da quello previsto contrattualmente) è quasi quadruplicato rispetto al 2010. Due anni fa erano stati individuati 97 lavoratori in nero e 55 irregolari; l’anno scorso i lavoratori in nero sono stati 138 mentre i lavoratori irregolari sono stati 221.

Diversificate le mansioni svolte da questi soggetti: dai camerieri ai baristi, dai panettieri ai muratori, agli operai.

Importanti sono stati i risultati conseguiti nell’Empolese-Valdelsa dove i finanzieri della Compagnia di Empoli e della Tenenza di Castelfiorentino hanno scoperto complessivamente 145 lavoratori in nero o irregolare. Tutto questo grazie a più operazioni eseguite sia nei confronti di attività impiegate nella ristorazione e nella preparazione di cibi precotti sia nel confezionamento di abbigliamento e vestiario in pelle, gestite da italiani o da cittadini di origine cinese.

Nel circondario in particolare è stata messa a segno l’operazione più eclatante, quella che ha riguardato due ditte gestite da una coppia di italiani ubicate a Montelupo Fiorentino e a Capraia e Limite specializzate nel settore del confezionamento di vestiario in pelle. L’operazione, condotta in modo sinergico dalla Compagnia di Empoli, dalla Direzione Provinciale del Lavoro, dall’Inps e dall’Inail, ha consentito di portare alla luce un numero impressionante di posizioni illegali: in una ditta c’erano ben 27 lavoratori in nero (19 cinesi, 5 italiani, 1 filippino ed albanese) e 30 irregolari (26 cinesi, 2 albanesi, 1 italiano e filippino); nell’altra ditta 13 lavoratori in nero (12 cinesi ed 1 italiano) e 18 irregolari (15 cinesi, 2 albanesi ed 1 russo).

Tutti i dipendenti delle due imprese erano obbligati a turni di lavoro molto lunghi senza alcuna sosta e non godevano del riposo settimanale, in violazione alle disposizioni in materia di orario di lavoro: di fatto, dal lunedì al sabato, erano impiegati per dodici ore al giorno (dalle 8 alle 20) e la domenica per dieci ore (dalle 8 alle 18), in cambio di una paga pari a circa sei euro all’ora. Non solo: le retribuzioni degli operai al nero e gli straordinari del personale a libro paga erano corrisposti in contanti per non lasciare alcuna traccia per eventuali accertamenti degli orari di controllo.

Sempre nello stesso comune di Montelupo Fiorentino - che risulta così quello dove il fenomeno almeno l’anno scorso si è presentato più diffuso - è stata individuata un’altra impresa specializzata nella produzione di piatti pronti dove erano impiegati dodici operai in modo irregolare (otto italiani, tre albanesi e un peruviano).

Per quanto riguarda gli altri comuni del circondario, a Empoli i controlli svolti nei confronti di un’impresa cinese che svolgeva attività di confezione di abbigliamento hanno portato a scoprire dieci cinesi impiegati completamente in nero. Nel comune di Certaldo i finanzieri della Tenenza di Castelfiorentino hanno invece individuato una ditta specializzata nella fabbricazione di calzature e gestita da un italiano, che impiegava in nero 13 operai (sette italiani, quattro albanesi, un polacco e un cittadino del Togo).

Nel resto della provincia i casi rilevati dalla Finanza sono stati 149 nel Valdarno Fiorentino, 37 a Firenze e nell’hinterland e 28 nella zona del Mugello.

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