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Imu, arriva la stangata sulle aziende
Appello di Cna ai sindaci: «Aumenti fino all’80% rispetto all’Ici, l’aliquota su capannoni e laboratori va abbassata»
EMPOLI. Il lavoro non c’è, gli enti pubblici pagano con mesi di ritardo, complice il Patto di stabilità. E all’orizzonte c’è l’Imu. Che potrebbe assestare il colpo del ko a molte aziende dell’Empolese Valdelsa. Parola di Cna: «L’aumento sarà generalizzato e in alcuni casi c’è chi dovrà sborsare anche l’80% in più rispetto a quanto pagava con l’Ici». Una prospettiva inquietante che ha spinto la Confederazione artigianato piccola e media impresa a scrivere ai sindaci del circondario, per chiedere clemenza. Perché i primi cittadini, insieme ad uffici e assessori, da settimane stanno cercando di orientarsi nella giungla dell’Imposta municipale unica. E hanno già ricevuto lettere simili anche da altre associazioni, Confesercenti in testa. Ma per il momento le certezze sono poche.
I punti fermi. I Comuni avranno tempo fino al 30 giugno per approvare i bilanci. Quindi il 16 giugno, data in cui debutterà l’Imu sulla prima casa al 4 per mille e al 7,6 per tutti gli altri immobili si pagherà l’acconto del 50% sull’aliquota base. Gli enti però avranno tempo fino al 30 giugno per aumentare o diminuire dello 0,2% (prima casa) e 0,3 (altri immobili) le aliquote Imu e a fine anno, il 16 dicembre, in sede di conguaglio si applicheranno le nuove aliquote deliberate (anche con gli eventuali aumenti). E Federico Campatelli dal canto suo, in qualità di delegato alle finanze del Circondario è stato chiaro: «Applicheremo l’Imu come una mini-patrimoniale, salvaguardando la prima casa e discapito di tutti gli altri immobili».
L’attacco. Una frase che preoccupa e non poco Cna: «Se si continuano a tassare le imprese, non si creano le condizioni per lo sviluppo – sottolinea Fabrizio Donzelli il presidente della Confederazione dell’Empolese Valdelsa – e si bada soltanto a fare cassa. Si naviga a vista anziché cercare di creare i presupposti per lo sviluppo. Siamo molto preoccupati dal quadro che si prospetta, che prevede l’aumento della Tia, il già previsto aumento dell’addizionale regionale e delle accise, la possibilità di far aumentare le addizionali comunali in un contesto dove sono diminuiti lavoro, redditività e credito per le imprese».
Dove raschiare. Secondo Cna i Comuni dovrebbero semmai puntare, nella stesura dei bilanci, sul recupero di efficienza della pubblica amministrazione e sulla riduzione dei costi delle strutture pubbliche. E poi c’è il capitolo sulla tassa di soggiorno: «Noi – sottolinea Donzelli – ci siamo detti subito favorevoli alla sua introduzione, a patto che gli introiti vengano utilizzati per accrescere l’appetibilità del contasto locale e il valore delle strutture: non deve servire a coprire le spesa ordinaria».
La proposta. Capitolo Imu: «L’idea di applicare l’Imposta come una patrimoniale non ci piace. I Comuni – puntualizza il vicepresidente di Cna Toscana, Paolo Landi – hanno il dovere di tenere conto se un immobile è produttivo o se è per esempio in affitto: ci dovrebbero essere tassazioni diversificate, perché in un caso va considerato un investimento, nell’altro una rendita. L’Imu non deve essere visto come uno strumento per il risanamento delle casse».
L’esempio. La vera differenza nel passaggio dall’Ici all’Imu deriva dall’aumento della base imponibile, dovuto alla rivalutazione del valore catastale su cui è applicata l’aliquota. I coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali (che danno il valore catastale) sono passati da 34 a 55 per negozi e botteghe, da 50 a 80 per i capannoni industriali da 100 a 140 per i laboratori artigianali e i ristoranti. Nei Comuni dove l’aliquota Ici era del 7 per mille gli aumenti con l’Imu andranno dal 52% per i laboratori artigiani al 30% per i capannoni. Ma in alcuni casi gli artigiani si troverebbero addirittura a sborsare una cifra quasi doppia: «È il caso – spiega Paolo Gianassi – di un capannone di 500 metri quadrati a Montelupo, dove l’aliquota era al 6 per mille: il titolare pagava 1.180 euro di Ici. Con l’Imu ne sborserà 2.097, con un rincaro dell’80%».
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