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Rifiutati dai disoccupati centinaia di posti di lavoro
Nelle agenzie interinali quasi la metà degli impieghi proposti resta senza risposta Soprattutto chi ha meno di trent’anni vuole stare alla larga dalle attività manuali
Oltre duemila nuovi annunci di lavoro all’anno nell’Empolese Valdelsa. Ma quasi il 40% di questi non trova una risposta nelle agenzie interinali del circondario. C’è chi dice no a una nuova opportunità lavorativa non considerandola una prospettiva adeguata al proprio curriculum, chi non vuole spostarsi lontano da casa per motivi personali o legati alla famiglia, ma anche chi decide di continuare a beneficiare degli ammortizzatori sociali rinunciando all’ opportunità di un nuovo impiego. A questo si aggiunge poi un fenomeno sempre più marcato che riguarda direttamente le aziende: gli annunci, soprattutto quando si tratta di lavori manuali, richiedono professionalità con esperienza e alta specializzazione. Il risultato è che non si riesce a trovare qualcuno con quei requisiti.
Questo è il quadro che emerge nell’Empolese Valdelsa, dove da anni diverse agenzie interinali operano a fianco del Centro per l’impiego nel fare da tramite tra le aziende e i disoccupati. «È un momento complicato per la nostra economia e per il mercato del lavoro in generale - spiegano dall’agenzia Ali di Santa Croce che opera su Empoli e che qui tra poco aprirà un nuovo ufficio - ma purtroppo assistiamo anche a un fenomeno inverso. Gli annunci di lavoro specializzati, soprattutto quelli che riguardano il settore della pelle, cadono nel vuoto. Ogni settimana, mediamente, su quindici selezioni ben dieci rimangono deserte. E a volte registriamo anche dei no da molte persone sotto i trenta anni, magari con un diploma o una laurea in tasca, che preferiscono rimanere disoccupati invece di accettare un lavoro da magazziniere. Abbiamo ricevuto rifiuti anche per lavori che hanno un orario prolungato durante la giornata o nel weekend».
Ma questo fenomeno non riguarda solo i giovani. «Lo stesso purtroppo avviene anche per la fascia d’età appena sopra i 40 anni - continuano dalla Ali - ci sono persone che hanno perso il lavoro ma preferiscono rimanere in mobilità invece di provare con un nuovo impiego. E a volte non basta nemmeno spiegare che la mobilità può essere protratta se il lavoro dovesse finire o interrompersi».
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