Il Tirreno

Empoli

Il patto naufraga subito dopo la firma

di Francesco Turchi
Il patto naufraga subito dopo la firma

Prima l’intesa sulle aperture festive, poi Conad annuncia che aprirà la domenica mattina. E Coop va al contrattacco

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EMPOLI

Si sono stretti la mano e hanno firmato l’accordo. Pur con tanti “se” e tanti “ma”. Ma dopo poche ore il protocollo anti-Monti è naufragato. Perché la Conad di Pieve a Ripoli ha ufficializzato che aprirà tutte le domeniche dalle 8.30 alle 13. E la Coop ha annunciato la controffensiva: «Vedremo in che modo, ma reagiremo». Nonostante la buona volontà di sindaci, categorie e sindacati, sembra proprio che anche nell’Empolese Valdelsa dominerà l’apertura selvaggia di negozi e supermercati nei giorni festivi.

Il passato. Eppure la giornata era iniziata con tutt’altri auspici. Il delegato del Circondario, Giovanni Occhipinti, aveva convocato la stampa per la firma del protocollo che avrebbe dovuto regolare le aperture festive. Fino al decreto Salva Italia infatti, nell’Empolese Valdelsa, Coop, sindacati, sindaci e categorie stabilivano un calendario annuale delle aperture festive per ogni Comune, che erano ovunque undici oltre a quelle del mese di dicembre. E anche alla fine del 2011 stavano facendo la stessa cosa per il 2012.

La svolta. Poi è arrivata la liberalizzazione del commercio: tutti i negozi possono restare aperti 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Un provvedimento che ha rotto le uova nel paniere a un territorio abituato alla concertazione. Poi Confesercenti ha lanciato l’idea: un “patto tra gentiluomini”. Che tradotto significa: rispettiamo il nostro calendario, come abbiamo sempre fatto, beffando la liberalizzazione. Un’idea che è piaciuta ai sindaci, decisi a restare in stand-by in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, visto che nel frattempo la Regione ha impugnato il decreto sostenendo che il commercio è materia di sua competenza.

I ribelli. Per la verità, nonostante l’annuncio del “patto”, i negozianti del centro di Empoli avevano già dimostrato di voler provare sulla loro pelle l’effetto della liberalizzazione, restando aperti anche le domeniche non inserite nel calendario, approfittando anche del periodo di saldi. La “ribellione” era comunque limitata a Empoli, mentre nel resto del circondario (quasi) tutti avevano seguito la linea.

Stretta di mano. E così nella tarda mattinata di ieri c’è stata la stretta di mano tra Circondario, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Cgil, insieme alla Coop, rappresentata da Laura Berti (Associazione cooperative consumatori distretto tirrenico), che però ha fatto mettere a verbale la puntualizzazione di quella posizione già espressa a suo tempo dal presidente di Unicoop, Turiddo Campaini: «Noi crediamo in questo accordo e lo firmiamo. Ma potremmo essere costretti a rinnegarlo già domenica: se i nostri competitors aprono, reagiremo». Detto fatto.

Qui Pieve a Ripoli. L’ipotesi di vedere le Coop, a cominciare da quella del centro commerciale di Santa Maria, sempre aperte nel circondario sembrava remota, vista la scarsa presenza di concorrenti. Tra questi c’è però la Conad di Pieve a Ripoli. Che qualche settimana fa aveva spiegato di non avere ancora preso una posizione e che nel pomeriggio di ieri, ha sciolto il nodo. «Il nostro punto vendita nel Comune di Cerreto Guidi – sottolineano dalla sede di Pistoia – resterà aperto tutte le domeniche mattina dalle 8.30 alle 13».

La reazione. Ma la Conad di Pieve a Ripoli è un concorrente diretto di Coop? La risposta arriva direttamente da Unicoop Firenze: «Sì. E risponderemo sul territorio. In che modo? Vedremo. Domenica prossima i nostri punti vendita sarebbero stati comunque aperti come da calendario. Per la prossima (19 febbraio, ndr), ci organizzeremo. Ma sicuramente qualcosa faremo». Resta da capire dunque se aprirà solo la Coop di Fucecchio o anche quella di Empoli. Ma il protocollo non sarà rispettato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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