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Stenta a decollare la macchina di Marea associazioni titubanti

Stenta a decollare la macchina di Marea associazioni titubanti

All’incontro si sono presentate solo in venti su quaranta perplessità per la durata e per il bilancio dell’anno scorso

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FUCECCHIO

La macchina del festival Marea stenta a mettersi in moto. Lunedì sera, nella sala del consiglio comunale, si sono ritrovate una ventina di associazioni di volontariato, ma non è emerso niente di definitivo. Dopo almeno quattro riunioni, Sara Matteoli, vice sindaco e assessore alle politiche giovanili, era stata costretta, con una e-mail, a rivolgere un appello alle associazioni di volontariato che latitavano. Su una quarantina in attività, alle riunioni, se ne erano presentate assai poche: soltanto una volta erano state una quindicina. Le altre, quattro o cinque. Una tristezza. E senza la loro presenza, e in maniera massiccia, la manifestazione rischia grosso. Lunedì sera sono emersi limiti e perplessità. I limiti delle associazioni e le perplessità di Sara Matteoli. I limiti scaturiscono da quelle associazioni che somministrano cibo, titubanti di fronte alla prospettiva di tenere in piedi la manifestazione una settimana soltanto. Le perplessità del rappresentante pubblico sembra siano emerse di fronte all’atteggiamento delle associazioni. Alla fine, non sarebbe venuto fuori niente di concreto, In sostanza, non si è parlato di progetto. E il tempo incalza. L’amministrazione comunale, comunque, sembra intenzionata a realizzare il festival a ogni costo, mentre, sul fronte del volontariato, non mancano anche altre titubanze. Intanto, l’anno scorso – osservano – è stata un’edizione deludente. Pochi i partecipanti e gli incassi sono stati esigui, al punto che alcune associazioni ci avrebbero rimesso. E’ chiaro che non si può tornare ai primi anni, ai concerti con personaggi famosi, che attiravano migliaia di giovani da ogni dove. Ma è anche vero che non è accettabile andare avanti stancamente. Si osserva da più parti che bisognerebbe ripensarlo, il festival, caso mai allargandolo anche ai non più giovani. E c’è chi condiziona l’adesione al progetto. A questo proposito, si dice: “Non è più il tempo dell’adesione al buio”. Per altri, la crisi sarebbe divenuta acuta a causa della mancanza di soldi. L’amministrazione comunale dovrebbe mettere a disposizione, anche quest’anno, circa quarantamila euro, quanto cioè previsto in bilancio. Siamo ben lontani dalle vacche grasse dei primi anni. Per giunta, se le informazioni sono giuste, la Regione avrebbe stretto la borsa dei contributi, non giudicando più tra le priorità le politiche giovanili: se non completamente, almeno certe iniziative. E Marea sarebbe tra di esse. “Senza lalleri non si lallera”, dice un vecchio detto. E molti, anche tra i giovani, stanno prendendo le distanze dal festival, che ha dato lustro a Fucecchio. Comunque, l’assessore Sara Matteoli sembra non avere alcuna intenzione di darsi per vinta e, per questo, lunedì sera, ha riunito le associazioni di volontariato, con un appello improntato alla buona volontà e al senso di responsabilità. Perché un dato è certo: c’è bisogno di loro. Senza di loro, va tutto a carte quarantotto. Ha detto un partecipante: “Dobbiamo prendere atto che stanno mancando le associazioni composte di giovani, quelle che erano il motore. Stanno mancando, va precisato, perché sono finite, non esistono più. E, a questo punto, bisognerebbe aprire un altro capitolo, più politico. Insomma, i giovani che si stanno allontanando da certe iniziative, ideate e realizzate per loro, per prendere altre strade, è una cosa che deve far riflettere”. E un altro: “Un festival per i giovani senza giovani, o con una rappresentanza minima, è un controsenso. Non dico che si debba arrivare alla classica pausa di riflessione. Ma una riflessione, sia pure, in corsa è doverosa. Forse è la formula che non funziona più. Chissà”.(f.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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