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Empoli

APPELLO A BUGLI E NASCOSTI

Rossi: «Basta appalti a chi ricatta le donne serve una legge»

Rossi: «Basta appalti a chi ricatta le donne serve una legge»

«Dimissioni certificate nelle aziende che si aggiudicano gli appalti pubblici. Almeno gli enti devono trovare la strada per arginare un fenomeno penoso». Varis Rossi, 63 anni

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EMPOLI. «Dimissioni certificate nelle aziende che si aggiudicano gli appalti pubblici. Almeno gli enti devono trovare la strada per arginare un fenomeno penoso». Varis Rossi, 63 anni, sindaco di Empoli (dove è stato anche consigliere e assessore)per un decennio, poi consigliere regionale fino al 2005 per due legislature. Uno che la politica la mastica da una vita, così come i problemi sociali e del mondo del lavoro. Come le “dimissioni in bianco”. Per questo il nostro articolo di domenica scorsa dedicato al fenomeno che colpisce soprattutto le giovani donne, ricattabili in caso di gravidanza, gli ha fornito l’assist per lanciare un appello bipartisan ai due consiglieri regionali dell’Empolese Valdelsa, Vittorio Bugli (Pd) e Nicola Nascosti (Pdl), «ma anche alla presidente della commissione pari opportunità Rossella Pettinati», affinché si muovano per risolvere – almeno in Toscana – un problema che non ha colore politico e che ormai accompagna nel circondario un contratto su tre: nello stesso giorno, insieme all’assunzione il lavoratore firma anche la lettera di dimissioni in bianco, che eventualmente sarà “datato” al momento opportuno, a piacimento dell’azienda, con il dipendente che con questo stratagemma potrà essere lasciato in mezzo a una strada da un giorno a un altro, per un qualsiasi motivo, senza neanche il diritto di ricevere l’indennità di disoccupazione.

«Proprio in questi giorni – sottolinea Rossi – c’è una mobilitazione delle parlamentari di entrambi gli schieramenti per spingere il ministro Fornero a ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva questa pratica». Chi voleva dimettersi doveva farlo presentandosi al centro per l’impiego: «Poi è arrivato l’ex ministro Sacconi e l’ha subito cancellata. Era stata una conquista importante, per porre fine a una pratica che andava avanti da quando, con la legge 407/1990, erano stati introdotti gli incentivi a chi assumeva a tempo indeterminato i disoccupati». Le aziende assumevano e “dimissionavano” soltanto per garantirsi i contributi. Ma anche per dare il benservito al lavoratore che non serve più, soprattutto se è una donna incinta: «Bugli e Nascosti si devono attivare in Regione affinché in tutti gli appalti pubblici sia rispettato il principio della legge 188».

Poi l’ex sindaco di Empoli spiega come: «L’azienda che si aggiudica l’appalto deve fornire l’elenco dei suoi dipendenti. Se da quel momento in poi un lavoratore si vuole dimettere, deve farlo davanti al dirigente che ha seguito l’appalto. Questo deve accadere in tutti gli enti pubblici, anche i sindaci dell’Empolese Valdelsa si devono muovere in questa direzione, così come tutte le aziende a partecipazione pubblica del nostro territorio: in caso di assegnazioni di opere e servizi, le aziende devono essere obbligate a certificare le eventuali dimissioni dei loro dipendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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